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Nella colonna sonora di The Dictator una cover di Everybody Hurts

Sta per arrivare nelle sale cinematografiche The Dictator, il nuovo film con protagonista il comico inglese Sasha Baron Cohen, celebre per i suoi divertenti personaggi come Borat e Ali G.
La pellicola, diretta da Larry Charles, racconta le divertenti avventure di Aladeen un dittatore nordafricano spietato, innamorato del potere, circondato da collaboratori tanto ansiosi di compiacerlo quanto spaventati dai suoi capricci e con un look a metà tra Saddam Hussein e Gheddafi.
Nella colonna sonora del film trova spazio anche una cover "araba" di Everybody Hurts, la celebre hit degli REM che la band americana pubblicò nel 1992 nell'album Automatic For The People.
A realizzarla un giovane musicista di origine tunisina che si fa chiamare Mc Rai e che da qualche anno si è trasferito negli Stati Uniti, in California. La sua miscela di musica pop, rai e rock ha affascinato la critica che lo considera un vero pioniere e un punto di riferimento per una nuova generazione di musicisti africani.
L'arrangiamento della cover è molto fedele a quello originale anche se sarebbe interessante scoprire se anche il testo cantato in arabo rispecchia quello scritto da Michael Stripe.
Il brano sta ottenendo una inaspettata popolarità, anche perchè compare nel trailer ufficiale del film, che in Italia vedremo dal prossimo 15 giugno. 

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Bob Dylan: un triplo album di cover

Bob Dylan ha annunciato a sorpresa l'uscita di un nuovo album per il prossimo 31 marzo. Un album triplo, il primo della sua vita, intitolato Triplicate interamente composto di cover version, prese dal repertorio dei grandi classici della musica americana, con una particolare attenzione alle canzoni rese celebri da Frank Sinatra.
L'album - il 38esimo in stidio nella carriera del cantautore sarà prodotto dallo stesso Dylan (con lo pseudonimo di Jack Frost) e uscirà in vari formati, tra cui triplo CD in digipak a otto pannelli, in digitale, cofanetto deluxe 3 LP in vinile a edizione limitata e confezione numerata.
Per il menestrello di Duluth sarà il terzo cover album in tre anni.

I Coldplay rendono omaggio a Chester Bennington

Anche i Coldplay hanno voluto rendere omaggio a Chester Bennington, il cantante dei Linkin Park morto suicida a soli 41 anni lo scorso 20 luglio.
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Una versione distante dall'originale e che il cantante ha eseguito al pianoforte.
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50 anni senza Luigi Tenco: 5 cover indimenticabili

Esattamente 50 anni nella notte tra il 26 e 27 gennaio del 1967 - moriva a Sanremo Luigi Tenco, uno dei più grandi e innovativi personaggi della storia della musica italiana. Aveva solo 28 anni ma con le sue canzoni aveva già segnato in modo indelebile la scena musicale.
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Oggi noi di My Way lo vogliamo ricordare con 5 cover da brividi.

Mengoni Live 2016: la cover di Freedom di Pharrell

C'è anche la cover di "Freedom" di Pharrell Williams tra le tracce del nuovo album live di Marco Megoni che contiene in due dischi e in un DVD l'intera scaletta del tour Mengoni Live 2016, costituita da brani tratti dai vari album in studio del cantante.
Un tour partito nel 2015 che è proseguito nel corso di quest'anno con una serie di sold out e una scaletta leggermente modificata, nella quale spesso sono comparse cover e snippet inaspettati. Al suo fianco sul palco una band giovane e talentuosa, che si avvale peraltro del sostegno delle due brave coriste come Barbara Comi e Yvonne Park, le quali diventano protagoniste della scena proprio in occasione della cover di “Freedom”, pezzo dedicato a tutte le donne del mondo, poiché a suo parere “hanno il diritto di mantenere e difendere quella libertà conquistata forse troppo tardi”.

Un tributo ai Kinks con il nuovo numero di Mojo

Il lettori della rivista inglese Mojo troveranno in allegato al numero di marzo una interessante iniziativa discografica: un album tributo dedicato ai Kinks con la rilettura integrale del loro album "Something Else" a 50 anni dalla sua pubblicazione. Il disco - il quinto in studio nella carriera della band dei fratelli Davies - arrivò nei negozi nel settembre del 1967 e fu l'ultimo ad essere prodotto dall'americano Shel Talmy, l loro storico produttore fino ad allora, che qui divide il suo ruolo con lo stesso Ray Davies.
L'album conteneva capolavori come "David Watts" (riportata al successo anni più tardi dai The Jam), Death of a Clown (resa nota in Italia dalla cover dei Nomadi con testo di Guccini e il curioso titolo di "Un figlio dei fiori non pensa al domani"), ma soprattutto la meravigliosa "Waterloo Sunset", qui ripresa dall'americano Ty Sagall.