mercoledì 29 febbraio 2012

The Kills: la cover di Crazy di Patsy Cline

Il nuovo EP dei The Kills si intitola "The Last Goodbye" e contiene anche alcune cover interessanti  La più sorprendente è la rilettura di "Crazy", brano che Willie Nelson scrisse nel 1961 quando ancora era un giovane autore sconosciuto al grande pubblico. Divenne un successo grazie alla versione che ne diede la cantante Patsy Cline che arrivò alla numero 2 della classifica country di Bilboard e nella Top 20 della classifica inglese. E pensare che qualche mese prima Nelson aveva cercato, senza successo, di vendere il brano al cantane Larry Butler per la somma di 10 dollari. E anche la stessa Cline non era affatto convinta delle potenzialità del brano. Furono il marito e il suo produttore ad innamorarsi della canzone che diventerà il brano più celebre della sua, purtroppo breve, carriera. Patsy Cline morirà infatti due anni dopo in un incidente aereo.
La cover dei The Kills è scarna e intensa, con la voce profonda di Alison Mosshart in bella evidenza. La band aveva già proposto il brano dal vivo nel corso del concerto newyorchese per celebrare i dieci anni di attività.
Un'ultima curiosità sulla canzone: secondo la Amusement And Music Operators Association è stato il brano più suonato di tutti i tempi nei juke box americani,

martedì 28 febbraio 2012

Una cover di Battiato nel nuovo album di Guido Casale

Contiene anche un omaggio al grande maestro Franco Battiato il nuovo album di Guido Casale, ex cantante degli Estra e apprezzato musicista della scena indie italiana. Si tratta della cover di "Magic Shop", certamente non tra i brani più conosciuti del repertorio di Battiato. La versione originale era contenuta nell'album "L'era Del Cinghiale Bianco", pubblicato dal cantautore catanese nel 1979. E' uno dei primi pezzi in assoluto a parlare di consumismo e commercializzazione della religione, quasi prevedendone la deriva verso movimento New Age.
La cover realizzata da Casale fa parte del quarto album del musicista veneto intitolato “Dalla parte del torto” e pubblicato da Bolletino Edizioni Musicali / Novunque con distribuzione Self. Il disco è stato registrato e mixato da Marco Tagliola (che ha già collaborato con artisti come Baustelle, Vinicio Capossela, Mauro Ermanno Giovanardi) al Perpetuum Mobile di Nave, curato da Giovanni Ferrario (P.J. Harvey, John Parish, Morgan, Luci della Centrale Elettrica).
Alla realizzazione del nuovo album di Giulio Casale hanno partecipato: Giovanni Ferrario (basso, organo, piano, armonio, tastiere, chitarra acustica), Antonio Gramentieri (chitarra elettrica, chitarra baritono, lap steel, slide, bass IV, 12 corde, chitarra preparata, diamonica), Diego Sapignoli (batteria, percussioni, vibrafono, percussioni elettriche),Alessandro Fabbro (tromba), Paolo Botti (violino) e Marco Tagliola (fischio, Binson&Roland echo).

lunedì 27 febbraio 2012

Amy Winehouse: la cover di The Girl From Ipanema

"The Girl From Ipanema" è il secondo estratto da “Lioness: Hidden Treasures” l’album postumo della Amy Winehouse.
La versione originale fu scritta nel 1962  da Antonio Carlos Jobin, con testo in portoghese di Vinicio De Moraes con il titolo di Garota de Ipanema. La storia vuole che la ragazza di Ipanema fosse una giovane brasiliana che, passando davanti al bar “Veloso” mentre si recava alla spiaggia, attrasse l'attenzione dei compositori. Il brano divenne celebre grazie alla versione inglese realizzata da Stan Getz e Joa Gilberto nel 1963. Lunghissima la lista degli artisti che negli anni si sono cimentati con il brano, vero classico della musica brasiliana. Celebre in particolare la versione realizzata da Frank Sinatra nel 1967 per l'album Francis Albert Sinatra & Antonio Carlos Jobim.  Ne esiste anche una versione italiana intolata "La Ragazza di Ipanema" con testo di Giorgio Calabrese.
"The Girl From Ipanema" fu la prima canzone che Amy cantò in studio quando andò a registare a Miami con il produttore Salaam Rami che rimase da subito affascinato dalla cover. Il brano fa parte dell'album postuno della sfortunata cantante ingelse, che ha raggiunto la vetta delle classifiche UK e in Italia ha già ottenuto il disco di platino.

sabato 25 febbraio 2012

La cover di We Found Love cantata da Jessie J

La cantatnte Jessie J è stata ospite lo scorso 17 febbriao della trasmisione radiofonica Live Lounge in onda sulla BBC Radio 1. La cantautrice inglese ha propopsto una bella versione acustica di We Found Love, la hit di Rihanna e Calvin Harris. Lo stesso brano era già stato interpretato nella stessa trasmissione dai Coldpaly nell'ottobre dello scorso anno, anche se con un arrangiamento molto diverso da quello scelto da Jessie J. La cover della cantante inglese parte come una ballata acustica e si trasforma in un brano up-tempo con l'accompagnamento della chitarra. Soprattutto nel ritornello e nel finale Jesseie J ha messo in mostra tutte le sue qualita vocali.
Nel corso del programma la 23enne popstar ha anche eseguito il suo nuovo singolo Domino, sempre in  versione acustica come da tradizione dello show radiofonico.


venerdì 24 febbraio 2012

Anche una cover nel nuovo album di Sinead O'Connor

Dopo un periodo difficile Sinead O'Connor torna con un nuovo di inediti, il primo dal 2007. Il disco si intitola How About I Be Me (And You Be You)? e contiene 10 tracce. Tra queste anche la cover di "Queen Of Denmark" brano scritto nel 2010 da John Grant per il suo album di debutto. Non si tratta di una canzone molto conosciuta dal pubblico italiano, ma il disco dell' ex cantante dei The Czars ottenne nel 2010 un ottimo successo di critica soprattutto in Inghilterra. Abbastanza tiepida invece l'accoglienza che la stampa ha riservato al nuovo album della cantante irlandese che è uscito con due settimane d'anticipo per il territorio americano rispetto a quello europeo.
Il disco è stato prodotto dall'ex marito della cantante John Reynolds.
La cover di "Queen Of Denmark" è uno dei momenti migliori dell'album, ma non è certo migliore della versione originale.
La cantante irlandese aveva già proposto il brano dal vivo nel corso della passata stagione.
L'impressione è che anche vocalmente (oltre che fisicamente) per Sinead gli anni migliori siano davvero distanti.  Una sufficienza la merita, anche solo di stima per le belle cover del passato.

Sinead O'Connor - Queen Of Denmark

giovedì 23 febbraio 2012

Miley Cyrus: la cover di Dylan in versione live

In molti erano pronti a sparare a zero sulla presenza di Miley Cyrus nella compilation dedicata alle canzoni di Bob Dylan. Invece una buona parte della critica ha apprezzato la versione di  “You’re Gonna Make Lonesome When You Go”  che la giovane cantante americana ha realizzato per Amnesty International e inserita nell'album Chimes Of Freedom.
In particolare in molti hanno apprezzato la versione live del brano che la ex Hanna Montana ha cantato nel corso della trasmissione televisiva Jimmy Kimmel Live! in onda sulla ABC. Nel corso della puntata dello scorso 15 febbraio del popolare show comico la cantante accompagnata dal chitarrista Johnzo West hanno eseguito una intensa versione live del brano che Dylan scrisse nel 1975 per l'album Blood On Tracks, uno dei più apprezzati della sua carriera. Qualche giorno prima la Cyrus aveva eseguito la cover anche nel corso del The Ellen DeGeneres Show in onda sulla NBC.
 Molti hanno sottolineato come Miley abbia sfoggiato un nuovo taglio di capelli e un nuovo look ispirato agli anni ’70 con jeans a vita alta e zampa d’elefante, abbinati a un top morbido che lasciava scoperto l’ombelico.
In molti però hanno però anche sottolineato la svolta artistica della diciannovenne star americana, che potrebbe far pensare ad una inaspettata maturità artistica.
Certo che però la versione realizzata da Shawn Colvin nel 1994 o quella cantata da Elvis Costello nel 2004 erano un'altra cosa ...

mercoledì 22 febbraio 2012

A Taggia un tributo agli Iron Maiden

Venerdi 24 Febbraio serata dedicata agli Iron Maiden in provincia di Imperia. Ritornano ad esibirsi sul palchetto del Germinal di Taggia i Maiden of Dreams, tribute band genovese che propone le cover della storica band metal.
Il repertorio del gruppo include brani tratti dall'intero repertorio del gruppo, dal primo album "Iron Maiden" fino a "Fear Of The Dark". In scaletta anche canzoni come "Flash Of The Blade" e "Deja Vu" mai state eseguite dal vivo dagli stessi Iron Maiden.
Il gruppo Maiden of Dreams, attivo dal 2002 come Icarus Dream, ha cambiato nome e formazione nel 2008 e si esibirà con la seguente line up:
Wild Steel - vocals
Francesco Molinelli - bass
Luca "Christian" - guitars
Yackson - guitars
Alex Graziano - guitars
Marco Manzani - guitars
Henry La Macina - drums

Inizio concerto alle ore 22:00.
Info e prenotazioni 0184.41153.


martedì 21 febbraio 2012

Anche due cover nella nuova raccolta di Eugenio Finardi

Contiene anche due cover - anche se non si tratta di "inediti" - la nuova racolta di Eugenio Finardi pubblicata in concomitanza con la paretecipazione al Festival di Sanremo. Il disco intitolato "Settanta" è un triplo album composto da trenatrè brani, nel quale il cantautore milanese ripropone i successi più importanti della propria quarantennale carriera incisi nuovamente in studio per l'occasione con l'aghgiunta di 5 inediti.
Le cover presenti nella tracklist sono "Saluteremo il Signor Padrone" e "Uno di Noi".
La prima è un classico della tradizione popolare italiana, canzone cantata già negli anni 30 dalle mondine ma molto utilizzata come canzone di protesta anche nel 68. Finardi incise una cover rock del brano per il suo primo album Non gettate alcun oggetto dai finestrini pubblicato nel 1975. Moti anni prima dunque di Francesco De Gregori che inserirà la canzone nel suo album del 2002 "Il Fischio Del Vapore" realizzzto con Giovanna Marini.
Uno di Noi è invece la versione italiana di One Of Us di Joan Osbourne. Finardi la pubblicò nel 1996, ad un anno di distanza dalla versione originale, ottenendo un buon successo nelle classifiche e un ottimo airplay radiofonico.
Nel corso della terza serata del festival Finardi ha proposto in duetto con Noa la cover di Torna a Surriento uno dei più popolari "classici" della canzone napoletana che fu interpretato anche da Elvis Presley con il titolo di Surrender. Curiosa la scelta di affidare alla cantante israeliana la parte "napoletana" e a Finardi la versione "inglese" in chiave molto rock. Risultato comunque interessante grazie anche alla presenza dei Solis String Quartet. Avrebbe meritato di trovare spazio sul disco.

Eugenio Finardi & Noa - Torna a Surriento

lunedì 20 febbraio 2012

Alessandro Casillo: la cover di Tarzan Boy

Il disco di debutto di Alessandro Casillo, giovanissimo vincitore della sezione giovani del Festival di Sanremo, contiene nove canzoni inedite (scritte sa Emiliano e Matteo Bassi) e la cover di Tarzan Boy, celebre hit degli anni ottanta portata al successo dai Baltimora. Un vero e proprio caso di One Hit Wondrer visto che la band non riuscì più a bissare l'enorme successo ottenuto da quel 45 giri pubblicato nel 1985.
Non è difficile scoprire cosa possa aver convinto il giovane Casillo ad incidere una sua versione di quella canzone. Il brano era stato scritto e arrangiato dal produttore milanese Maurizio Bassi, papà di Emiliano e di Matteo che hanno - come detto - firmato le altre canzoni del disco.
La versione originale Bassi la scrisse insieme a Naimy Hackett. A cantare era invece il ballerino nordirlandese Jimmy McShane, anche se per molti anni circolò la voce - mai del tutto smentita - secondo la quale Bassi stesso, che nel gruppo suonava le tastiere, aveva registrato le parti vocali che venivano eseguite da McShane in playback. Cosa che in quegli anni capitava molto spesso.
Il brano ottenne grande successo anche negli USA, in Canada, Spagna, Francia e Irlanda. Negli anni il brano è stato ricantato tra gli altri dai Modern Romance, da Dj Bobo e da Lawrence Hayward. Nel 1993 una nuova versione venne anche realizzata dallo stesso Bassi per la colonna sonora del film Tartarughe Ninja III .
La cover di Casillo è quasi identica all'originale ma per il suo pubblico di riferimento non sarà di certo un problema, visto che i suoi fan nel 1985 non erano con ogni probabilità ancora nati.

domenica 19 febbraio 2012

Celentano: la cover di Thirteen Women a Sanremo

Boom di ascolti per la finale del festival di Sanremo grazie anche alla attesissima esibizione di Adriano Celentano. Nella sua seconda performance sul palco dell'Ariston il molleggiato ha dato maggiore spazio alla musica e al suo amore per il rock'n roll.
Curioso però il fatto che Celentano, che ha un repertorio vastissimo da cui attingere, abbia proposto la stessa cover del brano "Thirteen Women (and One Man)" che già aveva cantato nel corso della serata inaugurale del Festival. Dato che la cover aveva chiuso la sua esibizione di martedì, la scelta di aprire la performance della finale con lo stesso brano potrebbe essere letto come un segno di continuità tra le due parti.
Si tratta di un classico scritto da Dickie Thompson nel 1954 e reso popolare da Bill Haley and The Comets. La canzone fu pubblicata come 45 giri dalla Decca nel maggio del 1954 e nel lato B compariva "Rock Around The Clock" . Nella ristampa successiva venne però invertito l'ordine dei brani visto il grande successo che Rock Around The Clock stava ottenendo grazie anche al film Il Seme Della Violenza.
Il testo, nella versione originale, riflette il clima da guerra fredda di quegli anni, con il sogno di un uomo che dopo lo scoppio della bomba H è l'unico uomo in città con tredici donne tutte per lui.
Di cosa parli il testo nella versione di Celentano è invece difficile da stabilire visto che come al solito il ragazzo della via Gluck si inventa un testo in inglese maccheronico, che cambia a suo piacimento anche rispetto alla versione proposta martedì sera. 
Chissà cosa pensano all'estero quando vedono queste cose...

sabato 18 febbraio 2012

Irene Fornaciari: la cover di We Will Rock You

"We Will Rock You" è una canzone che non ha bisogno di molte presentazioni visto che è certamente uno dei brani più celebri del repertorio dei Queen. Brian May la scrisse nel 1977 pensando ad un brano nel quale il pubblico potesse partecipare attivamente.
Cosa che è puntualmente capitata anche con la non sempre attivissima platea del Teatro Ariston che nel corso della terza serata del festival ha potuto assistere alla grintosa cover proposta da Irene Fornaciari insieme allo stesso Brian May. In realtà gran parte dall'esecuzione vocale del brano è stata affidata alla brava  Kelly Ellis, cantante inglese che si è fatta apprezzare grazie al musical We Will Rock You basato sulle canzoni dei Queen. La figlia di Zucchero ha però dato il suo contributo nel ritornello della canzone e nel bel acuto finale. In grande evidenza però soprattutto la chitarra del mitico fondatore dei Queen che ha scatenato l'entusiasmo della platea con tanto di standing ovation. Infatti Morandi - con poca eleganza - si complimenta con la Fornaciari dicendole "Irene sei stata bravissima, a farlo arrivare...!".
Dal 2009 We Will Rock You parte della Grammy Hall Of Fame e la rivista Rolling Stone l'ha inserita nella sua lista delle 500 migliori canzoni di tutti i tempi.
La partecipazione al festival di Brian May è stata sollecitata da Zucchero: “Mi ha telefonato e mi ha chiesto se volevo cantare con sua figlia. Ma non ho accettato subito, perché sono un musicista e non un cantante, poi ho pensato a Karry e allora abbiamo trovato un accordo” ha raccontato il chitarrista.
Nel corso della loro esibizione May e la Fornaciari hanno anche proposto la cover di ‘I Who Have Nothing’ brano interpretato da Joe Sentieri nel 1961 con il titolo di "Uno dei Tanti".

Noemi e Sarah Jane Morris: la cover di Fast Car

La terza serata del festival di Sanremo ha regalato agli appassionato di cover numerosi momenti interessanti. Tra le esibizioni più riuscite della serata sicuramente il duetto tra le due "rosse", Noemi e Sarah Jane Morris che hanno affasciato la platea del Teatro Ariston prima con la versione di "Amersi Un Po" di Lucio Battisti e poi con una intensa versione di "Fast Car" di Tracy Chapman. Particolarmente riuscita proprio la cover del brano che la cantautrice americana portò al successo nel 1987, e che faceva parte del suo album di debutto. Il brano vinse anche un Grammy per la migliore esecuzione femminile.
Ad accompagnare Noemi e Sarah Jane Morris il chitarrista Tony Remy e la Sanremo Festival Orchestra.
Cover in versione molto più breve rispetto a 4 minuti e 56 dell'originale. Solo 2 minuti e mezzo ma da brividi.

Noemi & Sarah Jane Morris - Fast Car


Nina Zilli e Skye: la cover di Grande Grande Grande

Una delle cover migliori cantate nel corso della terza serata del Festival di Sanremo è stata certamente quella proposta da Nina Zilli. La brava cantante piacentina ha duettato con Skye dei Morcheeba canterà  sulle note si “Grande grande grande” di Mina. La versione originale risale al 1972 e porta la firma di Alberto Testa e Tony Renis e fu uno dei più grandi successi della cantante anche a livello internazionale. 
Shirley Bassey pubblicò una versione della canzone intitolata Never Never Never, con testo scritto da Norman Newell, che raggiunse l'8ª posizione nella classifica inglese la 1° in Australia, la 2° in Sudafrica, la 3° a Singapore, la 48° nella classifica Billboard Hot 100. Negli anni è stata anche interpretata da Mireille Mathieu, Chrales Aznavour, Julio Iglesias e Celine Dion. Da segnalare anche la versione (in inglese) di Giuliano Palma inserita nel sul album di cover del 1999.
La versione cantata da Nina Zilli e dall'ex voce dei Morcheeba è elegante e senza sbavature. E forse ha convinto anche i fan di Mina più integralisti.

giovedì 16 febbraio 2012

Morandi rende omaggio a Bigazzi e a Modugno

Una cover per rendere omaggio ad un grande personaggio della musica italiana scomparso quest'anno. Gianni Morandi ha preparato per questa sera sul palco del Teatro Ariston un sentito e personale tributo a Giancarlo Bigazzi, uno degli autori e parolieri più noti della canzone italiana, morto lo scorso 19 gennaio.  Morandi interpreterà "Gli Uomini Non cambiano" canzone che Mia Martini presentò a Sanremo nel 1992. "25 anni fa io vinsi il mio unico Festival proprio con una canzone di Bigazzi - ha ricordato il presentatore in conferenza stampa - e mi sembrava giusto ricordarlo. L'orchestra intonerà anche un accenno di Gloria, grandissimo successo mondiale".
Per aprire la serata Morandi interpreterà anche altre due cover; un omaggio a Domenico Modugno con "Dio Come Ti Amo" e una versione di "More" di  Riz Ortolani, colonna sonora del film Mondo Cane e che nel 1963 vinse un Grammy.


martedì 14 febbraio 2012

Tutte le cover del nuovo album dei Counting Crows

Come già annunciato qualche mese fa, il nuovo album dei Counting Crows sarà interamente composto da cover. Il gruppo rock multi-platino americano, hanno annunciato la pubblicazione del loro nuovo album da quattro anni a questa parte il prossimo 10 Aprile. Il disco si intitolerà Underwater Sunshine (Or What We Did On Our Summer Vacation) è una raccolta di canzoni più o meno note interpretate da uno dei gruppi più amati della scena americana con oltre 20 milioni di album venduti nel mondo, otto singoli e tre album Top 5 nella classifica di Billboard.
Underwater Sunshine è il testamento di una band letteralmente ossessionata dalla musica. “Ci sono milioni di grandi canzoni che vengono scritte e che ogni giorno scopri e che vorresti che i tuoi amici apprezzassero come le apprezzi tu,” dice Adam Duritz. “Queste canzoni possono essere di gruppi vecchi o nuovi, degli anni ’60 o dello scorso anno. Sono tutte grandi canzoni che speriamo adesso possano essere ascoltate da un numero più grande di persone.”
Prodotto dai  Counting Crows con Shawn Dealey, Underwater Sunshine raccoglie canzoni di artisti come Bob Dylan, Big Star, Gram Parsons, Tender Mercies, Kasey Anderson e The Faces. Ogni cover offre l’intero spettro delle emozioni umane espresso con la convinzione e l’intensa onestà per cui il gruppo è conosciuto.
La prima pubblicazione come indipendenti era la giusta occasione per i Counting Crows  per questo album. “Se ti stai chiedendo perché non siamo usciti con un album scritto da noi è semplicemente perché volavamo uscire con questo album,” dice Duritz. “Adesso abbiamo la libertà creativa di pubblicare album come questi ed offrire ai nostri fans molta più musica che mai.”
Proprio nello spirito di essere diventati una band indipendente i COUNTING CROWS metteranno in streaming on demand l’intero album prima della pubblicazione sul siti delle radio e degli altri partner digitali. Sarà inoltre possibile scaricare gratuitamente il loro nuovo brano Mercy su www.countingcrows.com
I COUNTING CROWS hanno anche dato ai fans l’opportunità di pensare all’artwork dell’album. Così come il gruppo ha interpretato canzoni di altri così i fans sono diventati parte di questo album unico interpretando visivamente i COUNTING CROWS. Il vincitore sta lavorando con il direttore creativo del gruppo per sviluppare il packaging dell’album. Il concorso è stato realizzato da Creative Allies ed ha avuto un enorme successo.
Questa la tracklist completa:

1. Untitled (Love Song) by Romany Rye
2. Start Again by Teenage Fanclub
3. Hospital by Coby Brown
4. Mercy by Tender Mercies
5. Meet On The Ledge by Fairport Convention
6. Like Teenage Gravity by Kasey Anderson & The Honkies
7. Amie by Pure Prairie League
8. Coming Around by Travis
9. Ooh La La by The Faces
10. All My Failures by Dawes
11. Return of the Grevious Angel by Gram Parsons
12. Four White Stallions by Tender Mercies
13. Jumping Jesus by Sordid Humor
14. You Ain’t Going Nowhere by Bob Dylan
15. The Ballad of El Goodo by Big Star



lunedì 13 febbraio 2012

Anche il Festival renderà omaggio a Whitney Houston

Anche il Festival di Sanremo si appresta a rendere omaggio a Withney Houston. A confermare le indiscrezioni circolate nelle ultime ore è stato lo stesso Giammarco Mazzi, direttore artistico della kermesse, nel corso della conferenza stampa di oggi, L'omaggio non sarà però affidato a Nina Zilli come qualche giornalista aveva scritto nelle ultime ore. "Stiamo pensando di organizzare qualcosa, ma nel rispetto di un artista veramente grande" ha dichiarato Mazzi. Molto probabilmente il trubuto alla Houston potrebbe andare in scena nella serata di giovedì ma nulla ancora è trapelato sulle canzoni che potrebbero essere interpretate.
Whitney Houston partecipò al Festival di Sanremo nel 1987 incantando il pubblico del teatro Ariston con una applauditissima versione di All At Once.

domenica 12 febbraio 2012

E' morta Whitney Houston: le cover della sua carriera

E' morta a soli 48 anni la cantante e attrice americana Whitney Houston. Il sio corpo è stato trovato sabato pomeriggio al Beverly Hilton di Beverly Hills, a Los Angeles.
E' stata una delle interpreti più amate della musica soul degli anni 80 e la sua popolarità è legata anche ad alcune cover indimenticabili. In particolare la celebre I Will Always Love You, brano scritto da Dolly Parton nel 1974 ma reso immortale dalla voce della Houston con la cover realizzata per la colonna sonora del film The Bodygard. Il singolo vendette 16 milioni di copie vincendo anche due Grammy Awards.
Era una cover anche Greatest Love Of All, altro celebre successo della cantante americana. La canzone era stata scritta da Michael Masser e Linda Creed, ed incisa da George Benson nel 1977 per la colonna sonora di un film sulla vita di Mohammed Ali. La versione originale, che aveva un "The" in più nel titolo, non ebbe particolare successo mentre quella della Houston arrivò alla numero uno della classifica americana.
Era stato invece un buon successo nel 1978 la versione originale di I'm every Woman cantata da Chaka Khan, per la prima volta senza il gruppo dei Rufus. Whitney Houston la incise nel 1992 portando nuovamente il brano in vetta alle classifiche.
Fu un buon successo anche All the Man That I Need, sconosciuto brano cantato da Linda Clifford e dalle Sister Sledge, che la Houston scekse come secondo singolo dall'album I'm Your Baby Tonight.
Meno popolari ma comunque degne di nota anche alcune altre cover realizzate nella sua carriera dalla sfortunata cantante americana: come la bella versione di Look into Your Heart, di Curtis Mayfield o I Believe in You and Me dei Four Tops per la colonna sonora del film Uno Sguardo dal cielo. 
RIP

sabato 11 febbraio 2012

Snow Patrol: la cover di Plastic Jesus

Plastic Jesus è un classico della musica folk americana. Venne scritta nel 1957 da Ed Rush e George Cromarty anche se venne incisa per la prima volta nel 1962. Una cover del brano è stata realizzata anche dai Snow Patrol che l'hanno inserita come bonus track del loro nuovo singolo "This Isn't Everything You Are". In realtà la cover compare solo nella versione destinata al mercato tedesco il che rende il brano una rarità per il fan della band scozzese.
Si tratta di una versione acustica, con il solo accompagnamento del pianoforte e della chitarra, molto diversa dalle cover più celebri del brano come quelle realizzate da Billy Idol nel 2005 o dai Flaming Lips nel 1995. Esiste però anche una curiosa versione cantata da Paul Newman nel film "Nick Mano Fredda".

giovedì 9 febbraio 2012

A Cairo Montenotte un tributo ai Jethro Tull

A Cairo Montenotte in provincia di Savona va in scena Venerdi 10 febbraio un originale tributo alla musica dei Jethro Tull, la storica band inglese protagonista della scena progressive degli anni 70.
Sul palco del Teatro Comunale di piazza della Vittoria si esibirà il duo The Poet & The Painter con Giacomo Lelli al flauto traverso e Andrea Vercesi voce e chitarra acustica.
Si tratta di due frequentatori assidui dei palchi targati “Jethro Tull”, con numerose presenze al fianco di chi ha contribuito a fondare il folk rock nato molti anni fa. 
Il tributo alla band di Ian Anderson aprirà una serata che prevede la presentazione del nuovo album del trio composto da Gigi Cavalli Cocchi (batterista di Ligabue), Bernardo Lanzetti (ex PFM) e Cristiano Roversi.
La serata fa parte del ciclo "Oltre La Musica". Biglietto di ingresso 15 euro.

mercoledì 8 febbraio 2012

Le cover di Leonard Cohen con il nuovo numero di Mojo

La rivista inglese Mojo saluta il ritorno sulle scene di Leonard Cohen con un album tributo che sarà allegato al numero di Marzo. La scaletta del CD ripropone la scaletta del primo album del cantautore canadese pubblicato nel dicembre del 1967. Oltre alle 10 canzoni che componevano il disco originale, il tributo ideato da Mojo contiene altri 5 brani extra scelti tra i capolavori più conosciuti di Cohen come Famous Blue Raincoat e Avalanche.
Anche per questo tributo la rivista inglese ha radunato alcune delle più interessanti band nella nuova scena indipendente britannica con cover che sono state in gran parte realizzate in esclusiva per la compilation. Spicca in particolare la versione di Suzanne, forse il brano più celebre scritto dal geniale musicista canadese, realizzata dai Field Music, interessante band della scena indie che anche Al Kooper ha recentemente indicato tra le sue preferite del momento
Questa la tracklist

1. Field Music – Suzanne
2. Emily Barker & the Red Clay Halo – Master Song
3. Palace Songs – Winter Lady
4. The Miserable Rich – The Stranger Song
5. Liz Green – Sisters of Mercy
6. Bill Callahan – So Long Marianne
7. Michael Kiwanuka – Hey, That’s No Way to Say…
8. The Low Anthem – Stories of the Street
9. Cass McCombs – Teachers
10. Father John Misty – One of Us Cannot Be Wrong
11. Diagrams – Famous Blue Raincoat
12. Paper Dollhouse – Last Year’s Man
13. Marc Ribot & My Brightest Diamond – Bird On a Wire
14. Dan Michaelson – Avalanche
15. Scott Matthews – Seems So Long Ago, Nancy


lunedì 6 febbraio 2012

La cover di Take On Me dello spot Webank

E' cantata da una giovane musicista tedesca la cover di Take On Me che da qualche settimana accompagna lo spot Webank in onda sui canali televisivi italiani. Si tratta di una versione acustica realizzata da Graziella Schazad nel 2010, pubblicata sia come singolo che all'interno dell'album Feel Who I Am. Il brano fece una fugace apparizione nelle classifiche tedesche ma ora sta ottenendo un inaspettato successo nel nostro paese grazie alla azzeccata campagna pubblicitaria ideata dalla agenzia Cayenne. La direzione creativa è di Giandomenico Puglisi e Stefano Tumiatti mentre per la parte web il creative digital director è Paola Naldi. Graziella Schazad, padre afgano e mamma polacca, è nata a Berlino 29 anni fa. Ha cominciato a suonare al chitarra a 3 anni e il violino a 4 anni e finora ha pubblicato due album.
La versione originale di Take On Me non ha bisogno di presentazioni. Ma forse non tutti sanno che i norvegesi a-Ha la pubblicarono per la prima volta nel 1984 vendendo solo 300 copie. Il singolo fu pubblicato altre due volte prima di ottenere successo nel 1985 grazie anche ad un videoclip assolutamente innovativo per l'epoca. Il brano raggiunse la numero uno in 27 paesi Italia compresa.

sabato 4 febbraio 2012

The Ronnie Scott’s All-Stars: classici del jazz (e non solo)

L'album si intitola Jazz Classics ma in realtà contiene presi dal repertorio di band storiche del rock come i Doors e capolavori del soul come Wonderful World. E' il disco realizzato da cinque giovani virtuosi della scena jazz inglese con il nome di The Ronnie Scott’s All-Stars registrato dal vivo all'interno dello storico locale londinese. La band è composta da Alex Garnett (sax) James Pearson (piano) Sam Burguess (basso)
Pedro Segundo (batteria)  e Natalie Williams alla voce.
In particolare Pearson è anche il direttore musicale del Ronnie Scott ed è dotato di una tecnica pianistica eccezionale, Burgess ha lavorato con grandi della scena jazz come Bob James, Billy Kilson, Gary Novak ma anche con Robbie Williams.
Pedro Segundos è un batterista portoghese nato a Lisbona che nonostante la sua giovanissima età (22 anni) si è già fatto notare per aver suonato con a suonato regolarmente con Dennis Rollins, Femi Temowo, Mario Franco e Cleveland Watkiss.
In scaletta standards come "Bye Bye Blackbird" e "Love For Sale", "People are Strange" dei Doors, "Wonderful World" di Sam Cooke fino alla conclusiva "One Day I'll Fly Away" di Randy Crawford.
Il Ronnie Scott's è uno dei più importanti e famosi locali jazz del mondo. E' stato inaugurato a Londra nel 1959 e dal 1965 di trova al numero 47 di Frith Street, nel quartiere di Soho.

giovedì 2 febbraio 2012

Nel nuovo album di Paolo Fresu un omaggio a Paul Simon

Alma è il titolo del nuovo album di Paolo Fresu, realizzato in collaborazione con Omar Sosa, pianista e compositore cubano apprezzato in tutto il mondo per il suo stile capace di fondere con eleganza il jazz, la world music e le atmosfere afro-cubane.
Il disco contiene anche una interessante cover strumentale di Under African Skies di Paul Simon, brano che faceva parte dell'album capolavoro Graceland del 1986. La versione originale vedeva la presenza ai cori della cantate americana Linda Ronstadt.
L'album Alma rappresenta la prima collaborazione tra il trombettista sardo e il musicista di origine cubana, che da tempo si è stabilito a Barcellona e ha ottenuto nella sua carriera ben 6 nomination ai Grammy e il prestigioso Indipendent Music Award per l'album Ceremony.
Al disco, che verrà pubblicato in Italia il prossimo 14 Febbraio,  partecipa anche il violoncellista brasiliano Jaques Morelenbaum.