Passa ai contenuti principali

Hidea: la cover di "Ma Che Freddo Fa"

E' una cover della celebre "Ma Che Freddo Fa" il nuovo singolo degli Hidea, giovane band pop/rock dalle chiare matrici elettroniche. Il brano è il terzo singolo estratto dal terzo album del gruppo emiliano intitolato Ogni cosa intorno e pubblicato lo scorso anno su etichetta Sfem/The Lads Production.
Il singolare ed energico arrangiamento è stato pensato in collaborazione con Andrea "Andy" Fumagalli dei Bluvertigo che ha prodotto il disco, il terzo nella carriera del gruppo.
Curiosa anche l'origine del nome del gruppo che secondo la band nasce dalla italianizzazione del verbo inglese "hide", privo dell'acca aspirata, che in giapponese si completa con AKI quindi HIDEAKI (eccellente e luminoso ): la band cerca di raccontare l'eccellente nascondiglio che ogni essere umano sfrutta dentro di se per poter sfuggire al dolore che si presenterebbe intenso se fosse permesso conoscere realmente chi siamo.
La versione originale di "Ma che Freddo Fa" risale al 1969. Il brano porta la firma di Franco Migliacci e Claudio Mattone e fu lanciato al Festival di Sanremo di quell'anno da una giovanissima Nada che nonostante il 5° posto nella classifica finale, raggiunse la numero uno della Hit Parade. In quella edizione del Festival il regolamento prevedeva una doppia esecuzione e dunque il brano venne interpreteto anche dai Rokes di Shel Shapiro, ma fu la versione di Nada ad aver maggior successo arrivando a vendere, solo in Italia, oltre 600 mila copie.


Commenti

Post popolari in questo blog

Bob Dylan: un triplo album di cover

Bob Dylan ha annunciato a sorpresa l'uscita di un nuovo album per il prossimo 31 marzo. Un album triplo, il primo della sua vita, intitolato Triplicate interamente composto di cover version, prese dal repertorio dei grandi classici della musica americana, con una particolare attenzione alle canzoni rese celebri da Frank Sinatra.
L'album - il 38esimo in stidio nella carriera del cantautore sarà prodotto dallo stesso Dylan (con lo pseudonimo di Jack Frost) e uscirà in vari formati, tra cui triplo CD in digipak a otto pannelli, in digitale, cofanetto deluxe 3 LP in vinile a edizione limitata e confezione numerata.
Per il menestrello di Duluth sarà il terzo cover album in tre anni.

I Coldplay rendono omaggio a Chester Bennington

Anche i Coldplay hanno voluto rendere omaggio a Chester Bennington, il cantante dei Linkin Park morto suicida a soli 41 anni lo scorso 20 luglio.
Durante il concerto tenuto ieri - 1 Agosto 2017 -  a New York presso il MetLife Stadium in New Jersey, Chris Martin e compagni hanno eseguito una toccante cover di "Crawling" , brano che faceva parte dell'album d'esordio della band Hybrid Theory.
Una versione distante dall'originale e che il cantante ha eseguito al pianoforte.
"Questa finirà su YouTube e devo cercare di farla bene" ha detto Chris "E' dedicata a chiunque senta la mancanza di qualcuno".
Al concerto era presente anche Mike Shinoda, amico e collega di Chester, che ha pubblicato su Instagram un breve filmato.

50 anni senza Luigi Tenco: 5 cover indimenticabili

Esattamente 50 anni nella notte tra il 26 e 27 gennaio del 1967 - moriva a Sanremo Luigi Tenco, uno dei più grandi e innovativi personaggi della storia della musica italiana. Aveva solo 28 anni ma con le sue canzoni aveva già segnato in modo indelebile la scena musicale.
In quei giorni Tenco stava partecipando alla 17esima edizione del "Festival della canzone italiana" di Sanremo con "Ciao Amore Ciao". La sera prima il brano era stato eliminato dalla giuria, ottenendo solamente 38 preferenze su 900
Oggi noi di My Way lo vogliamo ricordare con 5 cover da brividi.

Mengoni Live 2016: la cover di Freedom di Pharrell

C'è anche la cover di "Freedom" di Pharrell Williams tra le tracce del nuovo album live di Marco Megoni che contiene in due dischi e in un DVD l'intera scaletta del tour Mengoni Live 2016, costituita da brani tratti dai vari album in studio del cantante.
Un tour partito nel 2015 che è proseguito nel corso di quest'anno con una serie di sold out e una scaletta leggermente modificata, nella quale spesso sono comparse cover e snippet inaspettati. Al suo fianco sul palco una band giovane e talentuosa, che si avvale peraltro del sostegno delle due brave coriste come Barbara Comi e Yvonne Park, le quali diventano protagoniste della scena proprio in occasione della cover di “Freedom”, pezzo dedicato a tutte le donne del mondo, poiché a suo parere “hanno il diritto di mantenere e difendere quella libertà conquistata forse troppo tardi”.

Un tributo ai Kinks con il nuovo numero di Mojo

Il lettori della rivista inglese Mojo troveranno in allegato al numero di marzo una interessante iniziativa discografica: un album tributo dedicato ai Kinks con la rilettura integrale del loro album "Something Else" a 50 anni dalla sua pubblicazione. Il disco - il quinto in studio nella carriera della band dei fratelli Davies - arrivò nei negozi nel settembre del 1967 e fu l'ultimo ad essere prodotto dall'americano Shel Talmy, l loro storico produttore fino ad allora, che qui divide il suo ruolo con lo stesso Ray Davies.
L'album conteneva capolavori come "David Watts" (riportata al successo anni più tardi dai The Jam), Death of a Clown (resa nota in Italia dalla cover dei Nomadi con testo di Guccini e il curioso titolo di "Un figlio dei fiori non pensa al domani"), ma soprattutto la meravigliosa "Waterloo Sunset", qui ripresa dall'americano Ty Sagall.