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Hitalia il nuovo album di Gianna Nannini

Esce oggi "Hitalia" il nuovo album di Gianna Nannini che contiene le cover di 17 grandi classici della storia della musica italiana. Queste nel dettaglio le canzoni presenti.

"Dio è Morto" fu scritta da Francesco Guccini nel 1965 ma la prima versione ad essere pubblicata fu quella dei Nomadi, che la portarono al successo nell'aprile del 1967.
La leggenda narra che la canzone sia stata scartata dall'Equipe 84 prima di essere interpretata dalla band di Augusto Daolio.
Il brano fu all'epoca considerato blasfemo e censurato dalla RAI, mentre fu trasmesso dalla Radio Vaticana.
Molte negli anni le cover realizzate, tra le quali spiccano quella di Caterina Caselli uscita a pochi giorni di distanza dall'originale, quella cantata da Ligabue nel 1995 e quella pubblicata da Fiorella Mannoia nel 2007. Lo stesso Guccini pubblicherà la sua versione del brano nel 1979 all'interno dell'album live "Album Concerto" realizzato proprio insieme ai Nomadi.




"L'immensità" fu portata in gara al Festival di Sanremo nel 1967 da Don Backy e da Johnny Dorelli. piazzandosi in nona posizione nella classifica finale. Don Backy era anche l'autore del brano insieme a Mogol e a Detto Mariano ma fu la versione di Dorelli quella che ottenne il maggior successo arrivando fino alla seconda posizione nella Hit Parade. A mettere tutti d'accordo fu però la versione cantata nello stesso anno da Mina, con un arrangiamento di Augusto Martelli.
In tempi recenti il brano è tornato in classifica grazie alle versioni dei Negramaro del 2005 e di Francesco Renga nel 2007.
La parte più interessante della versione della Nannini è l'introduzione "parlata". "Io Don Backy l'ho conosciuto da piccolina, quando sono andato a un suo concerto a Livorno - racconta la cantante senese - Mi sono presentata vestita di pelle e gli ho chiesto cosa dovevo fare per fare la cantante . Lui mi rispose: il personaggio c'è ... bisogna sentire la voce...!"

Anche "Lontano dagli occhi" proviene dal Festival di Sanremo. La versione originale fu presentata in gara da Sergio Endrigo nell'edizione del 1969. Si classificò al secondo posto dietro a "Zingara" di Iva Zanicchi e Bobby Solo. Il testo della canzone è opera di Sergio Bardotti.
Oltre che da Endrigo il brano fu pubblicato anche da Mary Hopkins, pure lei in gara in quell'edizione del Festival, la quale incise anche una versione in inglese intitolata "If Ever You Are Lonely" con un testo di Barry Manson (autore della celebre Delilah di Tom Jones). Ebbe un buon successo anche la versione realizzata - sempre nel 1969 - dagli Aphrodite's Child di Vangelis. Poi curiosamente il brano fu "dimenticato" dai grandi interpreti fino al 2007 quando fu ripreso prima da Andrea Mirò e poi da Gino Paoli. Di due anni dopo è invece la versione cantata da Morgan per il suo "Italian Songbook".
La versione della Nannini è sicuramente la più rock di tutte, ma non la più interessante.

"Il cielo in una stanza" non ha certo bisogno di presentazioni. La prima versione ad arrivare nei negozi non fu però quella di Gino Paoli ma quella di Mina, che nell'ottobre del 1960 raggiunse per la prima volta nella sua carriera la numero uno della Classifica Italiana.
Il brano fu suggerito a Mina da Mogol che figurava al'inizio come autore del brano insieme a Renato Angiolini visto che all'epoca Paoli non era ancora iscritto alla SIAE.
Diciassette anni dopo Mina, Il cielo in una stanza torna in Hit Parade con la cover di Franco Simone, e nel 1999 Giorgia canta il brano nella colonna sonora di un "dimenticabile" film dei Vanzina.
La versione contenuta nel disco della Nannini è cantata in duetto con Gino Paoli, ed è forse una delle tracce più ispirate del disco.

"Dedicato" porta la firma di Ivano Fossati, che inserì la canzone nel suo album del 1979 "La Mia Banda Suona Il Rock". Un anno prima però il brano era già stato inciso da Loredana Bertè ottenendo un buon successo di vendite: il singolo raggiunse la 36esima posizione in classifica e contribuì alla fortuna dell'album "Bandabertè". Stranamente poche le cover ufficiali, anche se in rete si trovano alcune versioni live interessanti realizzate da Mia Martini, da Morgan e da Fiorello e Elisa.
La Nannini si concede il lusso di modificare il testo, aggiungendo una dedica "all'Italia" e una "all'amore".

Fabrizio De André scrisse "La canzone di Marinella" nel 1962 ma la pubblicò solo due anni più tardi con lo pseudonimo di Fabrizio. Il brano divenne popolare solo nel 1968 grazie all'interpretazione di Mina. E' probabilmente il brano del repertorio di Faber che vanta il maggior numero di cover "ufficiali" fra le quali quelle di Gianni Morandi, di Joan Baez e degli Afterhours. Ma la versione cantata da De Andrè resta inarrivabile, anche se all'epoca fu relegata sulla facciata B del 45 giri "Valzer Per Un Amore".

La cover di "C'è chi dice no" è sicuramente uno delle tracce più attese del disco visto che nel brano interviene lo stesso Vasco Rossi, che per la prima volta nella sua carriera duetta con la cantante senese. E nella storia del rocker di Zocca i duetti non sono poi così numerosi.
La versione originale dava il titolo all'album che Vasco pubblicò nel 1987, vendendo oltre un milione di copie. Lo scorso anno il cantautore romano Piji ha pubblicato una divertente cover in stile elettro swing.

"Io che non vivo (senza te)" è una delle canzoni italiane più famose nel mondo. In realtà ad essere famosa è la melodia scritta da Pino Donaggio, che nel mondo è conosciuta con il titolo di "You don't have to say you love me" grazie alle interpretazioni di Dusty Springfied, Elvis Presley, Cher, Brenda Lee e decine di altri. La versione originale fu cantata dalla stesso Donaggio al Festival di Sanremo del 1965, senza a dire il vero impressionate particolarmente le giurie visto che si piazzò soltanto al settimo posto. La canzone fu però notata da Dusty Springfield, anche lei in gara in quella edizione, che la portò al successo in Gran Bretagna, negli Stati Uniti e in molti altri paesi.
La versione della Nannini è interessante. Meno rock rispetto alle altre cover presenti nel disco e cantata con il giusto equilibrio. Peccato però che in tempi recenti il brano sia già stato ripreso con successo da Francesco Renga e da Morgan.

"Io che amo solo te" è una della canzoni d'amore più belle e più famose di Sergio Endrigo. Anche in questo caso però viene a mancare "l'effetto sorpresa" visto che negli ultimi anni sono già stati in molti a interpretare il brano: Claudio Baglioni nel 2006, Massimo Ranieri nel 2007, Fiorella Mannoia nel 2008, Chiara Civiello nel 2011. La versione originale del cantautore istriano risale al 1963 mentre nel 1968 il brano venne ricantato sia da Mina che da Ornella Vanoni.

La sorpresa arriva con la traccia numero 10. Si tratta della cover della celeberrima "Mamma" brano scritto da Cesare Andrea Bixio nel lontano 1940 e resa popolare in tutto il mondo da Beniamino Gigli. Negli anni la canzone è stata ripresa da Sergio Bruni, Achille Togliani e da molti altri, ma nessuno aveva mai tentato un arrangiamento rock.  La Nannini ha dedicato la sua versione a sua madre, scomparsa recentemente.

"Insieme a te non ci sto più" fu portata al successo nel settembre del 1968 da Caterina Caselli, che già all'epoca aveva un certo fiuto per i giovani talenti. Il brano porta la firma di Paolo Conte, Michele Virano e Vito Pallavicini, gli stessi autori di "Azzurro".
Il brano è stato a lungo "dimenticato" dagli interpreti, ma dal 2001 ad oggi le cover non sono mancate: Ornella Vanoni, Claudio Baglioni, Giusy Ferreri e soprattutto la bella versione cantata da Franco Battiato nel 2002 nell'album "Fleurs 3".

Per la cover di "Caruso" la Nannini sceglie invece un arrangiamento abbastanza fedele all'originale. Anche in questo caso il brano non ha bisogno di presentazioni e le versioni rifatte certamente non mancano. Il classico che Lucio Dalla incise per la prima volta nel 1986 per l'album "Dallamericaruso" è diventato negli anni una delle canzoni italiane più conosciute nel mondo, grazie anche alle tante cover realizzate da cantanti stranieri come Julio Iglesias, Lara Fabian, Josh Groban e la band Il Divo. Tra le versioni italiane da segnalare quelle di Mina (1990) di Andrea Bocelli (1994) e quella realizzata da Fiorella Mannoia per l'album "A Te" dello scorso anno.
Dalla ha raccontato di aver composto il brano di getto, in meno di 10 minuti, mentre si trovava a soggiornare nell'albergo Vittoria di Sorrento, nel quale aveva trascorso gli ultimi giorni di vita il grande tenore Enrico Caruso.
"Caruso" è anche una delle canzoni italiane più tradotte nel mondo: ne esistono infatti versioni in inglese, spagnolo, francese, russo, tedesco, olandese e croato.
L'impressione è però che, anche in questo caso, la cover della Nannini non passerà alla storia.

"Il Mondo" è il brano più celebre di Jimmy Fontana. Nel 1965 ottenne uno straordinario successo restando per ben 10 settimane alla numero uno della Hit Parade. Forse non tutti sanno però che fra gli autori della canzone figura anche Gianni Boncompagni che scrisse il testo insieme a Gianni Meccia. La musica è di Carlo Pes con un arrangiamento di Ennio Morricone.
Negli anni la canzone è tornata periodicamente in classifica grazie alle cover di Franco Simone, Gianni Morandi, Milva e Claudio Baglioni. La versione della Nannini è certamente quella più rock.

"Pugni Chiusi" fu portata al successo dai Ribelli nel 1967 grazie anche alla partecipazione al Cantagiro. Il brano porta la firma di Ricky Gianco, Luciano Beretta e Gianni Dell'Aglio anche se all'epoca furono in molti a notare una notevole somiglianza con "When A Man Loves A Woman" di Percy Sledge. Quasi una cover non dichiarata come spesso capitava in quegli anni.
Tra le versioni degne di nota quelle di Piero Pelù, quella dei Timoria e quella dei Corvi. Ma il brano è stato cantato anche da Iva Zanicchi, dai Pooh e dai Matia Bazar.
La versione originale cantata magistralmente da Demetrio Stratos resta comunque inarrivabile.
Quella della Nannini è invece una delle cose migliori del disco.


Molte chitarre elettriche nella cover di "O Sole Mio" che è cantata in duetto con Massimo Ranieri. Il brano - composto nel 1898 da Giovanni Capurro e da Eduardo Di Capua - è diventato negli anni la canzone napoletana più famosa nel mondo. La prima versione inglese del testo fu realizzata nel 1901 con il titolo di "Beneath thy window". Ma nel 1960 fu realizzato un nuovo testo con una traduzione molto meno "letteraria" ad opera di Aaron Schroeder e Wally Gold. Si tratta della celeberrima "It's now or never" portata al successo da Elvis Presley.
Il sole che ispirò la canzone non fu però quello di Napoli. Il brano fu infatti composto da Eduardo Di Capua ad Odessa in Ucraina. E quando fu presentato per la prima volta in un concorso musicale a Napoli, si piazzò solamente secondo.

Molto più nelle corde della Nannini il repertorio di Mogol Battisti. Nel disco compare la cover di "Un'avventura" che Lucio Battisti portò in gara al Festival di Sanremo del 1969 in coppia con Wilson Pickett. Il brano va in finale ma finisce solo nono. Anche nella Hit Parade il brano non riesce ad andare oltre alla quindicesima posizione, anche se oggi è entrato a tutti gli effetti nella storia della musica italiana. Mietta, i New Trolls, Simona Molinari e Massimo Ranieri hanno inciso una loro versione.

Il disco si chiude con la canzone italiana per eccellenza. La Nannini aveva già realizzato la cover di "Nel Blu Dipinto Di Blu" nel 2011 per l'album "Io e Te". E già nel 1985 aveva cantato il brano per il progetto "Musicaitalia per l'Etiopia" insieme a molti celebri colleghi come Lucio Dalla, Vasco Rossi e Fabrizio De Andrè.
La versione originale vinse il Festival di Sanremo del 1958 con la doppia interpretazione di Domenico Modugno e di un giovanissimo Johnny Dorelli. Il brano ebbe uno straordinario successo anche in America, dove Modugno venne ribattezzato Mr. Volare.
Il 45 giri rimase primo nella classifica USA per ben 13 settimane consecutive vincendo anche tre Grammy Awards (come disco dell’anno, come canzone dell’anno e come miglior interprete dell’anno). Però all'Eurovision Song Contest del 1958 dovette accontentarsi della terza posizione, battuta dalla canzone francese "Dors Mon Amour" e dalla canzone svizzera "Giorgio".
Da Nilla Pizzi a Fred Buscaglione, da Cliff Richard a Louis Armstrong, da Mina a Andrea Bocelli la lista delle cover è davvero lunghissima.



Commenti

  1. Risposte
    1. Grazie! Lo trovi anche qui : http://www.rockol.it/recensione-5876/gianna-nannini-hitalia

      Elimina
  2. Maurilio caro , felice e onorata della tua iscrizione al mio blog...
    Hai fatto una recensione da manuale, mettendo dentro tutta la storia delle più note e armonioase canzoni italiane....
    Lieta di sentirti ancora e contenta di non perdere il tuo blog che vado a salvare nel mo roll preferiti!
    Un forte abbraccio e complimenti!

    RispondiElimina

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