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Bella Ciao: le versioni più belle

Bella Ciao è sicuramente il più famoso canto dei partigiani ed il più intonato ancora oggi in occasione del 25 aprile.
Nasce come canto popolare antifascista italiano, prima della Liberazione, ma è diventato poi celeberrimo dopo la Resistenza.
Le origini della canzone sono però ancora oggi controverse.
Qualcuno come il cantautore e storico Ivan Della Mea sosteneva che l’autore potesse essere un medico ligure che viveva a Montefiorino nel Modenese, ma di fatto la canzone comincia a diffondersi a Bologna, a Montefiorino.
Per quanto riguarda la melodia, fu probabilmente presa da una serie di canti popolari ottocenteschi di area piemontese. Ma c'è anche chi sostiene che l'origine possa ritrovarsi in un canto epico lirico diffuso in pianura padana intitolati "Bevanda sonnifera”, o in un canto diffuso in Trentino che conteneva quell’iterazione di “ciao ciao” scandito con le mani che serviva a dare il ritmo al gioco dei bambini.
Si è anche a lungo ipotizzato un legame con un canto delle mondine padane, anche per la versione  realizzata da Giovanna Daffini.
Dopo la Liberazione la versione partigiana di Bella Ciao venne poi cantata e tradotta e diffusa in tutto il mondo grazie alle numerose delegazioni partecipanti al Primo festival mondiale della gioventù democratica che si tenne a Praga nell'estate 1947.

A far conoscere il brano in tutta Europa contribuì senza dubbio la versione pubblicata nel 1963 dall'italiano più famoso di Parigi, l'attore Yves Montand


Una delle prime versioni ad essere pubblicata su disco fu quella che uscì nel 1963 all'interno dell'album Canti della Resistenza italiana




Giorgio Gaber incise una versione di Bella Ciao nel 1967



Questa è la versione incisa da Milva nel 1965




In anni più recenti una delle versioni più conosciute è quella "folk rock" dei Modena City Ramblers



Il musicista serbo Goran Bregovic ha proposto molto spesso la canzone nei suoi concerti e l'ha pubblicata nel suo album live del 2012


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