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Tornano gli Ufo Piemontesi: la cover di Esseri Umani

Tornano gli Ufo Piemontesi, la band che nel 1992 stupì tutti con un album di riletture in chiave rock di classici della musica italiana, intitolato “Buonanotte ai suonatori” diventato un vero oggetto di culto per gli appassionati di cover. A venticinque anni dall'album di esordio, e a diciotto dal successivo ''Non si può morire dentro'', gli UFO Piemontesi riatterreranno in Italia dopo anni di esibizioni live, radio e tv da un capo all’altro del mondo sotto latitudini poco battute in ambito rock’n’roll come Uzbekistan, Azerbajdjan, Malesia, Madagascar, Groenlandia e Isole Faroe, sempre davanti a un pubblico entusiasta. "Paesi che sono già il presente del rock", afferma la band, "con la gente che manda a memoria le nostre versioni di Baglioni, Vasco e Mengoni nonostante la barriera della lingua". Oggi la band riformula il repertorio che l'ha resa famosa fin dagli esordi agli inizio degli anni ’90, con una serie di nuove cruciali cover rivedute e corrotte. “Siamo venuti a vedere se siete invecchiati bene”, annuncia la band che è stata definita "Gli Unni delle 7 note" o "Un pericolo pubblico sul pentagramma". Un ritorno/non ritorno, perché - come scritto da più parti - "gli UFO Piemontesi sono un’entità dormiente, come una cellula di cospiratori rock and roll".
La band riparte da “Esseri Umani” di Marco Mengoni, che nella loro rilettura diventa un incrocio tra Billy Idol e i Ramones. La versione originale della canzone, scritta dallo stesso Mengoni insieme a Matteo Valli e prodotta da Michele Canova, compare nell’album del 2015 Parole in Circolo.

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Queens of the Stone Age: la cover di Bad Boy

I Queens of the Stone Age sono stati i protagonisti della puntata di ieri - lunedì 24 ottobre - del BBC Live Lounge.
La band americana, che partecipava per la terza volta al celebre programma condotto da Clara Amfo, ha scelto di rendere omaggio a Marty Wilde, vera leggenda del rock'n' roll inglese, oltre che papà della celebre Kim.
Josh Homme e Dean Fertita hanno eseguito una cover di "Bad Boy" canzone che Wilde scrisse e portò al successo nel lontano 1959.
Una versione piano e voce, delicata e elegante che ha sorpreso anche i fan più accaniti.
Brano poco noto al pubblico italiano, e forse neppure troppo a quello inglese visto che entrò nella Top 50 solamente negli USA.
In più dell'originale: la voce di Josh
In meno dell'originale: la ritmica rock'n'roll

Sam Smith: il tributo a George Michael

Anche Sam Smith ospite del BBC Live Lounge.
Per il cantante londinese però l'emittente ha scelto di realizzare un vero vero special di 9 canzoni e lo ha fatto esibire presso il BBC Radio Theatre davanti ai suoi fan, invece che negli studi di Maida Vale.
Tra i brani proposti da Smith anche un tributo a George Michael. Un doppio omaggio al cantante scomparso lo scorso anno, con un mash-up di "Father Figure" e di "Faith" . Prima di eseguire la cover Smith commosso ha definito Michael "il suo artista preferito di tutti i tempi". Entrambe le canzoni facevano parte dell'album "Faith" pubblicato nel 1987, il primo nella carriera solista dell'ex leader degli Wham!
Il disco vendette oltre 20 milioni di copie e conquistò il Grammy come album dell'anno.

Per Sam Smith - alla sua quarta presenza in carriere nella celebre trasmissione - una esibizione vocalmente impeccabile e un arrangiamento interessante.

Raphael Gualazzi: la cover di Imagine di John Lennon

Un flop non solo di ascolti per Celebration, il nuovo programma del sabato sera di Rai 1 condotto da Neri Marcorè e Serena Rossi. Davvero poche dal punto di vista musicale le cose interessanti viste nel corso della prima puntata dello show, con la regia di Duccio Forzano, dedicata ai “re del pop”. Molte cover eseguite senza alcuna originalità, appiattite dall'orchestra diretta dal maestro Adriano Pennino, e spesso cantate in un inglese davvero approssimativo. Il risultato è parso un mix tra “Tale e Quale” e “Music” di Paolo Bonolis (ma con risultati molto peggiori).
Tra le poche interpretazioni degne di nota, una rilettura di “Imagine” cantata da Raphael Gualazzi. Si tratta però di una cover che il pianista marchigiano ha da tempo in repertorio e ha spesso eseguito con il medesimo “coraggioso” arrangiamento nel corso delle sue esibizioni live.

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In realtà però anche la versione originale che porta la firma di Jer…