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Frank Ocean: la cover di Moon River

Frank Ocean torna a sorpresa con una nuova canzone, la cover della celebre "Moon River" dalla colonna sonora di Breakfast at Tiffany's del 1961.
Il rapper americano, che dopo il successo di "Blonde" è al lavoro sul nuovo album, ha regalato ai fan una interpretazione intensa e potente, caratterizzata da un gran lavoro di armonizzazione delle voci. Una romantica sorpresa arrivata nella notte di San Valentino.

Nel 1961 la Paramount decide di realizzare un film tratto dal celebre romanzo di Truman Capote "Colazione da Tiffany" e ambientato nella New York degli anni 40. La regia sarà affidata a Blake Edwards, il ruolo da protagonista a Audry Hepburn mentre per la colonna sonora viene contattato un giovane autore italo americano, Hanry Mancini, che qualche anno prima aveva vinto un Grammy per la colonna sonora di Peter Gunn. Per il testo Mancini contatta Johnny Mercer, noto autore e fondatore della Capitol Records. Mercer all'epoca ha già 58 anni e sta quasi pensando di ritirarsi, ma accetta l'incarico e realizza l'ultimo e più importante successo della sua carriera. Il brano in origine si intitolava con meno originalità Blue River, titolo già molto presente nella storia discografica americana. Mercer decise allora di cambiarlo in Moon River, prendendo spunto da un fiume del South Carolina.
Nonostante sia stata scritta appositamente per per la Hepburn, la versione cantata dall'attrice americana non è inclusa nell'album della colonna sonora di Breakfast at Tiffany's; la prima versione ad entrare in classifica fu quella realizzata dal cantante soul Jerry Butler. Ma il brano arriverà alla numero uno in Inghilterra grazie alla versione incisa nel 1962 dal crooner sudafricano Danny Willims
Il brano vinse un Oscar come miglior canzone nel 1962 e nella serata di gala a Los Angeles verrà cantato da Andy Willims che per ironia della sorte l'anno prima aveva rifiutato la canzone.
Da allora il brano è stato interpretato da decine di star: da Perry Como a Ben E.King, da Frank Sinatra ai REM, da Aretha Franklin a Neil Diamond.
In Italia da Mina, Nico Fidenco e Bobby Solo.
Non male per un brano basato su solo tre note, con la melodia interamente sui tasti bianchi del pianoforte.


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