martedì 28 luglio 2015

Jovanotti e Eros: l'omaggio a Pino Daniele

Tributo a Pino Daniele durante il concerto napoletano di Jovanotti. Le oltre 40 mila persone presenti domenica sera allo Stadio San Paolo, hanno applaudito commossi all’omaggio al grande musicista partenopeo scomparso lo scorso 4 gennaio, che si è aperto con la cover della celebre “Yes I Know my way”, brano che nel 1981 faceva parte dell’album “Vai Mo’”. Ad accompagnare Lorenzo e la sua band, era presente sul palco anche James Sanese, per molti anni sassofonista di Pino Daniele. Il tributo al cantautore napoletano è poi proseguito con altri tre brani eseguiti insieme a Eros Ramazzotti: “Quanno Chiove“ (che faceva parte dell’album Nero A Metà del 1980), “Napule è” (pubblicata nel 1977 del suo album d’esordio) e “A me me piace ‘o blues“ (sempre dal capolavoro Nero A metà). Il tutto nel commosso ricordo del concerto che Lorenzo, Eros e Daniele tennero insieme il 13 giugno del 1994 proprio allo Stadio San Paolo a pochi giorni dalla scomparsa di Massimo Troisi. Un omaggio sicuramente sincero, ma che dal punto di vista strettamente musicale lascia molti dubbi. Al netto della commozione sul palco e tra il pubblico le cover, restano le molte critiche che circolano in rete soprattutto per la versione di Jovanotti di “Yes I Know My Way” cantata in un napoletano molto improvvistato.


domenica 26 luglio 2015

Una cover dei Cure nel nuovo album dei Yo La Yengo

Conterrà anche la cover di "Friday I'm In Love" dei Cure il nuovo album degli Yo La Tengo che uscirà ufficialmente il prossimo 28 agosto. Il disco si intitolerà "Stuff Like That There" e la band lo ha definito una sorta di continuazione di "Fakebook" il loro quarto album uscito nel 1990 e che consacrò il successo della band, grazie alle cover di John Cale, Kinks, Cat Stevens e molti altri.
Nel nuovo album - che uscirà per la Matador Records - le cover son prese da Hank Williams, The Parliments, Lovin' Spoonfool ma l'album contiene anche nuove versioni di brani del gruppo.
Colpisce sicuramente la versione del brano dei Cure, l'ultimo grande successo di classifica della band di Robert Smith. La versione originale risale al 1992 ed era contenuta nell'album Wish. Pubblicata come singolo la canzone raggiunse la Top 20 della classifica USA e la posizione numero 6 in quella inglese (il secondo miglior risultato in carriera dopo Lullaby)
Un paio di curiosità sulla canzone.
Il testo della canzone si apre con un riferimento alla canzone Blue Mondey dai New Order "I don't care if Monday's blue" mentre la linea di basso ricorda un'altro brano del gruppo di Manchester (All That Way)
Il video diretto da Tim Pope trionfò agli MTV Music Awards di quell'anno.
La canzone vanta una ventina di cover ufficialmente pubblicate, tra le quali quelle del coro belga Scala & Kolacny Brothers e quella di Nena. 
La versione rallentata e un po' dolente dei Yo La Tengo si candida quindi come miglior versione del brano, forse più simile alla prima stesura della canzone che fu scritta da Smith e compagni con un ritmo molto più lento rispetto a quella che venne poi pubblicata.


martedì 21 luglio 2015

Anche Peter Frampton nel tributo ai Lynyrd Skynyrd

Dopo essere stato trasmesso lo scorso 19 luglio dal canale televisivo americano AXS, arriva nei negozi “One more for the fans" fedele resoconto della serata tributo alla musica dei Lynyrd Skynyrd andata in scena nel Novembre dello scorso anno al Fox Theatre di Atlanta. La storica formazione di southern rock per l’occasione ha radunato sul palco un nutrito gruppo di artisti fra i quali spiccano i nomi di Cheap Trick, Charlie Daniels, Peter Frampton, Gov’t Mule, Warren Haynes, John Hiatt, e Donnie Van Zant.
Tra i momenti migliori dello show da segnalare la versione di “Call Me The Breeze” J.J. Cale suonata insieme a Peter Frampton. I Lynyrd Skynyrd avevano inserito una loro versione del brano nel loro secondo album uscito nel 1974, ma la versione originale era comparsa due anni prima all’interno dell’album “Natutally”, disco di debutto del grande chitarrista americano. Ma il brano è stato negli anni ripreso anche da Eric Clapton, Johnny Cash e John Mayer. "E' stata una grande serata, un tributo alla musica. Tutti quelli che sono intervenuti sono stati meravigliosi" ha dichiarato a proposito della serata il chitarrista dei Lynyrd Skynyrd, Gary Rossington. Lynyrd Skynyrd - One More For The Fans sarà in vendita dal 24 Luglio nei formati doppio cd, doppio dvd e blu-ray. Il titolo è un omaggio al mitico album live One More From The Road che la band registrò nel 1976 proprio al Fox Theatre.

mercoledì 15 luglio 2015

Bruce Springsteen pubblica il concerto alla LA Sports Arena del 1988

Per la gioia dei suoi fan Bruce Springseen ha deciso di aprire i suoi archivi con la pubblicazione delle registrazioni di alcuni concerti del passato. Dallo scorso 8 luglio è infatti disponibile attraverso il sito ufficiale del Boss l'album LA Sports Arena, California 1988, fedele testimonianza dello show del The Tunnel of Love Express Tour tenuto il 23 agosto del 1988.
Tra le 31 canzoni che componevano la setlist anche due cover interessanti e che per la prima volta trovano spazio in una pubblicazione ufficiale del rocker americano.

"Have Love Will Travel" è un brano non molto noto al pubblico italiano che porta la firma di Richard Berry (passato alla storia per aver scritto la celebre Louie Louie). La versione originale fu pubblicata da Richard Berry & The Pharaohs nel 1959 ma il successo arrivo nel 1965 grazie alla cover dei The Sonics. Nel 2008 il brano fu inserito nella colonna sonora del film "Rocknrolla". Si tratta della prima volta che Springsteen esegue il brano dal vivo.

"Sweet Soul Music" faceva parte del repertorio live del Boss già dal 1981, spesso inserita in quello che i fan hanno ribattezzato il Detroit Medley. Nel corso del tour del 1988 la canzone fu proposta in ben 45 concerti e continua ancora ad essere occasionalmente eseguita dal vivo dal cantante.
Il brano ha una storia un po' controversa, che non può che affascinare gli appassionati di cover. Fu composta nel 1967 da Arthur Conley e da Otis Redding ma in realtà si basa su un brano di di Sam Cooke intitolato "Yeah Man" pubblicato postumo nel 1965. Per dirimere la questione fu necessaria una causa legale che fu intentata dagli eredi di Cooke dopo il grande successo ottenuto dalla canzone che fu pubblicata come singolo dalla stesso Conley. Otis Redding invece non incise mai una sua versione.
Anche il testo non è del tutto "originale" visto che contiene una serie di citazioni di grani classici, da "Going to a Go.Go" a "Hold On, I'm Comin" e "Mustang Sally".
La versione di Springsteen è certamente tra le migliori, insieme a quelle dei Jam, di Rod Stewart e di Ike e Tina Turner.

Bruce Springsteen and the E Street Band – LA Sports Arena, California 1988


 

domenica 12 luglio 2015

Usher: la cover di My Baby Just Cares For Me

My Baby Just Cares For Me è uno dei brani più celebri del repertorio di Nina Simone e senza dubbio il più "coverizzato". Eppure il rapporto della geniale e irrequieta cantante americana con quella canzone è sempre stato molto conflittuale tanto da averla per anni bandita dai suoi concerti.
Ora la lunga lista di interpreti che si sono confrontati con la canzone che comprende nomi illustri come Cyndy Lauper, George Michael, Amanda Lear e Natalie Cole, si allunga ancora con la cover cantata da Usher contenuta nell'album Nina revisited: A tribute to Nina Simone, un album di rivisitazioni che accompagna l'uscita del documentario What Happened, Miss Simone
Una interpretazione che farà storcere il il naso ai puristi visto che è davvero distante da quella che la grande pianista e cantante incise nel 1958 all'interno del suo album di debutto Little Girl Blue.
Ma forse non tutti sanno che la versione di Nina Simone non è quella originale: il brano fu scritto infatti molti anni prima da  Walter Donaldson con un testo di Gus Kahn per la colonna sonora del film Whoopee!  con Eddie Cantor e Ruth Ettin. La prima versione ufficiale secondo l'autorevole sito SecondHandSongs sarebbe dunque quella cantata da Eddie Cantor.
La cover della Simone piacerà subito alle radio, alle grandi orchestre e alle scuole di ballo ma il grande successo arriverà solo nel 1987 quando la Chanel utilizzerà il brano per la colonna sonora di uno spot televisivo. Ai pubblicitari inglesi non era passato inosservato come la canzone fosse diventata ormai "di culto" nei jazz club londinesi. Il singolo ripubblicato per l'occasione, raggiunse la numero 5 delle classifiche UK e ottenne un buon successo nel resto dell'Europa ma non fece cambiare idea alla Simone che continuò a considerarlo un brano insignificante, distante dal suo repertorio più impegnato.
La versione di Usher - star della scena urban R'n B americana - è una delle 16 tracce contenute nella tributo pubblicato il 10 luglio dalla REVIVE Music e RCA Records, che contiene - tra gli altri - cover cantate da Lauryn Hill, Mary J. Blige e Lisa Simone (figlia della grande pianista),
Merita un ascolto.


venerdì 10 luglio 2015

Nina Zilli: la cover di Se Bruciasse La Città

E' la cover di "Se Bruciasse la città" il nuovo singolo di Nina Zilli per l'estate 2015. La cantante piacentina aveva già proposto la sua elegante versione del brano durante il festival di Sanremo 2015 e lo stesso Ranieri commentò: “Finalmente qualcuno che ha riscoperto questa canzone”.
Il brano fa parte del nuovo album di Nina Zilli intitolato Frasi & Fumo
Scritta da Giancarlo Bigazzi, Totò Savio ed Enrico Polito il brano fu portato al successo da Massimo Ranieri alla fine del 1969. La canzone fu portata in gara a "Canzonissima" e si piazzò terza in una edizione vinta da Gianni Morandi. Il 45 giri però raggiunse la numero uno nella hit parade italiana. Il brano fu anche inserito nell'album d'esordio del cantante uscito nel 1970.
Nonostante il successo per anni il brano è stato a lungo ignorato dai grandi interpreti. La lista delle cover è davvero breve e poco significativa, se si esclude la versione degli Aram Qartet pubblicata nel 2008, all'interno dell'EP pubblicato all'indomani della loro vittoria nella prima edizione di X Factor.
La versione di Nina Zilli non passerà alla storia ma è comunque cantata senza incertezze. Testo declinato ovviamente al femminile.


venerdì 3 luglio 2015

Musica Nuda: la cover di Stessa Spiaggia Stesso Mare

Il nuovo singolo dei Musica Nuda è la cover in francese di "Stessa Spiaggia Stesso Mare" uno dei grandi classici della musica italiana degli anni 60. La versione originale è quella cantata nel 1963 da Piero Focaccia ma in quella stessa estate il brano fu ripreso anche da Carlo Mastrangelo e da Mina. In particolare la versione della "Tigre di Cremona"  ebbe un successo maggiore della versione cantata da Focaccia ma senza però raggiungere la vetta della classifica di vendita (si dovette accontentare della quarta posizione mentre la versione originale non andò oltre alla ottava). Il brano è però entrato non solo nella storia della musica leggera del nostro paese, ma anche nel molo di esprimersi degli italiani visto che "stessa spiaggia stesso mare" continua ad essere un modo di dire molto diffuso. Merito del testo scritto da un giovane Mogol. La musica è accreditata a Piero Soffici, anche se secondo alcune fonti il vero autore sarebbe stato Edoardo Vianello.
Nel 1986 Mina incise una versione in francese della canzone per l'album "Export vol 2" pubblicato dalla Carolsello per il mercato internazionale. Il titolo divenne “ Tout S'Arrange Quand On S’Aime” con un testo in francese scritto da André Salvet e da Claude Carrère.
Ed è a questa versione che si sono ispirati i Musica Nuda,  celebre duo jazz : Petra Magoni e Ferruccio Spinetti, rispettivamente voce e contrabbasso.
Il brano è accompagnato da un divertente video la cui regia è affidata a Francesco Cordio.
La canzone compare nell'album “Little Wonder” pubblicato dalla Warner.