martedì 21 febbraio 2012

Anche due cover nella nuova raccolta di Eugenio Finardi

Contiene anche due cover - anche se non si tratta di "inediti" - la nuova racolta di Eugenio Finardi pubblicata in concomitanza con la paretecipazione al Festival di Sanremo. Il disco intitolato "Settanta" è un triplo album composto da trenatrè brani, nel quale il cantautore milanese ripropone i successi più importanti della propria quarantennale carriera incisi nuovamente in studio per l'occasione con l'aghgiunta di 5 inediti.
Le cover presenti nella tracklist sono "Saluteremo il Signor Padrone" e "Uno di Noi".
La prima è un classico della tradizione popolare italiana, canzone cantata già negli anni 30 dalle mondine ma molto utilizzata come canzone di protesta anche nel 68. Finardi incise una cover rock del brano per il suo primo album Non gettate alcun oggetto dai finestrini pubblicato nel 1975. Moti anni prima dunque di Francesco De Gregori che inserirà la canzone nel suo album del 2002 "Il Fischio Del Vapore" realizzzto con Giovanna Marini.
Uno di Noi è invece la versione italiana di One Of Us di Joan Osbourne. Finardi la pubblicò nel 1996, ad un anno di distanza dalla versione originale, ottenendo un buon successo nelle classifiche e un ottimo airplay radiofonico.
Nel corso della terza serata del festival Finardi ha proposto in duetto con Noa la cover di Torna a Surriento uno dei più popolari "classici" della canzone napoletana che fu interpretato anche da Elvis Presley con il titolo di Surrender. Curiosa la scelta di affidare alla cantante israeliana la parte "napoletana" e a Finardi la versione "inglese" in chiave molto rock. Risultato comunque interessante grazie anche alla presenza dei Solis String Quartet. Avrebbe meritato di trovare spazio sul disco.

Eugenio Finardi & Noa - Torna a Surriento

lunedì 20 febbraio 2012

Alessandro Casillo: la cover di Tarzan Boy

Il disco di debutto di Alessandro Casillo, giovanissimo vincitore della sezione giovani del Festival di Sanremo, contiene nove canzoni inedite (scritte sa Emiliano e Matteo Bassi) e la cover di Tarzan Boy, celebre hit degli anni ottanta portata al successo dai Baltimora. Un vero e proprio caso di One Hit Wondrer visto che la band non riuscì più a bissare l'enorme successo ottenuto da quel 45 giri pubblicato nel 1985.
Non è difficile scoprire cosa possa aver convinto il giovane Casillo ad incidere una sua versione di quella canzone. Il brano era stato scritto e arrangiato dal produttore milanese Maurizio Bassi, papà di Emiliano e di Matteo che hanno - come detto - firmato le altre canzoni del disco.
La versione originale Bassi la scrisse insieme a Naimy Hackett. A cantare era invece il ballerino nordirlandese Jimmy McShane, anche se per molti anni circolò la voce - mai del tutto smentita - secondo la quale Bassi stesso, che nel gruppo suonava le tastiere, aveva registrato le parti vocali che venivano eseguite da McShane in playback. Cosa che in quegli anni capitava molto spesso.
Il brano ottenne grande successo anche negli USA, in Canada, Spagna, Francia e Irlanda. Negli anni il brano è stato ricantato tra gli altri dai Modern Romance, da Dj Bobo e da Lawrence Hayward. Nel 1993 una nuova versione venne anche realizzata dallo stesso Bassi per la colonna sonora del film Tartarughe Ninja III .
La cover di Casillo è quasi identica all'originale ma per il suo pubblico di riferimento non sarà di certo un problema, visto che i suoi fan nel 1985 non erano con ogni probabilità ancora nati.

domenica 19 febbraio 2012

Celentano: la cover di Thirteen Women a Sanremo

Boom di ascolti per la finale del festival di Sanremo grazie anche alla attesissima esibizione di Adriano Celentano. Nella sua seconda performance sul palco dell'Ariston il molleggiato ha dato maggiore spazio alla musica e al suo amore per il rock'n roll.
Curioso però il fatto che Celentano, che ha un repertorio vastissimo da cui attingere, abbia proposto la stessa cover del brano "Thirteen Women (and One Man)" che già aveva cantato nel corso della serata inaugurale del Festival. Dato che la cover aveva chiuso la sua esibizione di martedì, la scelta di aprire la performance della finale con lo stesso brano potrebbe essere letto come un segno di continuità tra le due parti.
Si tratta di un classico scritto da Dickie Thompson nel 1954 e reso popolare da Bill Haley and The Comets. La canzone fu pubblicata come 45 giri dalla Decca nel maggio del 1954 e nel lato B compariva "Rock Around The Clock" . Nella ristampa successiva venne però invertito l'ordine dei brani visto il grande successo che Rock Around The Clock stava ottenendo grazie anche al film Il Seme Della Violenza.
Il testo, nella versione originale, riflette il clima da guerra fredda di quegli anni, con il sogno di un uomo che dopo lo scoppio della bomba H è l'unico uomo in città con tredici donne tutte per lui.
Di cosa parli il testo nella versione di Celentano è invece difficile da stabilire visto che come al solito il ragazzo della via Gluck si inventa un testo in inglese maccheronico, che cambia a suo piacimento anche rispetto alla versione proposta martedì sera. 
Chissà cosa pensano all'estero quando vedono queste cose...

sabato 18 febbraio 2012

Irene Fornaciari: la cover di We Will Rock You

"We Will Rock You" è una canzone che non ha bisogno di molte presentazioni visto che è certamente uno dei brani più celebri del repertorio dei Queen. Brian May la scrisse nel 1977 pensando ad un brano nel quale il pubblico potesse partecipare attivamente.
Cosa che è puntualmente capitata anche con la non sempre attivissima platea del Teatro Ariston che nel corso della terza serata del festival ha potuto assistere alla grintosa cover proposta da Irene Fornaciari insieme allo stesso Brian May. In realtà gran parte dall'esecuzione vocale del brano è stata affidata alla brava  Kelly Ellis, cantante inglese che si è fatta apprezzare grazie al musical We Will Rock You basato sulle canzoni dei Queen. La figlia di Zucchero ha però dato il suo contributo nel ritornello della canzone e nel bel acuto finale. In grande evidenza però soprattutto la chitarra del mitico fondatore dei Queen che ha scatenato l'entusiasmo della platea con tanto di standing ovation. Infatti Morandi - con poca eleganza - si complimenta con la Fornaciari dicendole "Irene sei stata bravissima, a farlo arrivare...!".
Dal 2009 We Will Rock You parte della Grammy Hall Of Fame e la rivista Rolling Stone l'ha inserita nella sua lista delle 500 migliori canzoni di tutti i tempi.
La partecipazione al festival di Brian May è stata sollecitata da Zucchero: “Mi ha telefonato e mi ha chiesto se volevo cantare con sua figlia. Ma non ho accettato subito, perché sono un musicista e non un cantante, poi ho pensato a Karry e allora abbiamo trovato un accordo” ha raccontato il chitarrista.
Nel corso della loro esibizione May e la Fornaciari hanno anche proposto la cover di ‘I Who Have Nothing’ brano interpretato da Joe Sentieri nel 1961 con il titolo di "Uno dei Tanti".

venerdì 17 febbraio 2012

Noemi e Sarah Jane Morris: la cover di Fast Car

La terza serata del festival di Sanremo ha regalato agli appassionato di cover numerosi momenti interessanti. Tra le esibizioni più riuscite della serata sicuramente il duetto tra le due "rosse", Noemi e Sarah Jane Morris che hanno affasciato la platea del Teatro Ariston prima con la versione di "Amersi Un Po" di Lucio Battisti e poi con una intensa versione di "Fast Car" di Tracy Chapman. Particolarmente riuscita proprio la cover del brano che la cantautrice americana portò al successo nel 1987, e che faceva parte del suo album di debutto. Il brano vinse anche un Grammy per la migliore esecuzione femminile.
Ad accompagnare Noemi e Sarah Jane Morris il chitarrista Tony Remy e la Sanremo Festival Orchestra.
Cover in versione molto più breve rispetto a 4 minuti e 56 dell'originale. Solo 2 minuti e mezzo ma da brividi.

Noemi & Sarah Jane Morris - Fast Car


Nina Zilli e Skye: la cover di Grande Grande Grande

Una delle cover migliori cantate nel corso della terza serata del Festival di Sanremo è stata certamente quella proposta da Nina Zilli. La brava cantante piacentina ha duettato con Skye dei Morcheeba canterà  sulle note si “Grande grande grande” di Mina. La versione originale risale al 1972 e porta la firma di Alberto Testa e Tony Renis e fu uno dei più grandi successi della cantante anche a livello internazionale. 
Shirley Bassey pubblicò una versione della canzone intitolata Never Never Never, con testo scritto da Norman Newell, che raggiunse l'8ª posizione nella classifica inglese la 1° in Australia, la 2° in Sudafrica, la 3° a Singapore, la 48° nella classifica Billboard Hot 100. Negli anni è stata anche interpretata da Mireille Mathieu, Chrales Aznavour, Julio Iglesias e Celine Dion. Da segnalare anche la versione (in inglese) di Giuliano Palma inserita nel sul album di cover del 1999.
La versione cantata da Nina Zilli e dall'ex voce dei Morcheeba è elegante e senza sbavature. E forse ha convinto anche i fan di Mina più integralisti.

giovedì 16 febbraio 2012

Morandi rende omaggio a Bigazzi e a Modugno

Una cover per rendere omaggio ad un grande personaggio della musica italiana scomparso quest'anno. Gianni Morandi ha preparato per questa sera sul palco del Teatro Ariston un sentito e personale tributo a Giancarlo Bigazzi, uno degli autori e parolieri più noti della canzone italiana, morto lo scorso 19 gennaio.  Morandi interpreterà "Gli Uomini Non cambiano" canzone che Mia Martini presentò a Sanremo nel 1992. "25 anni fa io vinsi il mio unico Festival proprio con una canzone di Bigazzi - ha ricordato il presentatore in conferenza stampa - e mi sembrava giusto ricordarlo. L'orchestra intonerà anche un accenno di Gloria, grandissimo successo mondiale".
Per aprire la serata Morandi interpreterà anche altre due cover; un omaggio a Domenico Modugno con "Dio Come Ti Amo" e una versione di "More" di  Riz Ortolani, colonna sonora del film Mondo Cane e che nel 1963 vinse un Grammy.