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Statuto: la cover di "Noi Duri" per i 25 anni di Zighidà

Gli Statuto festeggiano i 25 anni del loro album Zighidà con una nuova edizione rimasterizzata e arricchita di alcune bonus tracks.
Tra le sorprese contenute nella nuova edizione del loro disco più celebre, compare anche un omaggio a Fred Buscaglione con la cover della celebre "Noi Duri". Il brano non faceva parte della versione originale del disco, ma era stato inserito come b-side del 45 "Qui non c'è il mare" ed era diventato negli anni una vera rarità per collezionisti.

Scritta dallo stesso Buscaglione inseme al fido paroliere Leo Chiosso, la canzone "Noi Duri" faceva parte della colonna sonora dell'omonimo film del 1960 che vedeva il cantante torinese protagonista come attore. La pellicola arrivò nelle sale italiane all'indomani della scomparsa di Buscaglione, che morì in un incidente stradale nella notte del 3 febbraio del 1960. Il brano arrivò fino alla numero 32 della classifica italiana.

Zighidà 25 è uscito per la Universal lo scorso…
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Charlie Watts: tre classici degli Stones in versione swing

Da oltre 50 anni Charlie Watts non è solo il "motore" dei Rolling Stones. Secondo lo stesso Keith Richards il segreto della longevità della band sta proprio nel ruolo del batterista inglese, vero "collante" del gruppo capace con la sua calma a mantenere l'equilibrio tra le due primedonne, Jagger e lo stesso Richards.
Watts - grande appassionato di musica jazz e in particolare di Charlie Parker - alterna il suo ruolo negli Stones con una carriera da solista inaugurata alla fine degli anni 80 con una Big Band che porta il suo nome. Il suo nuovo disco si intitola "Charlie Watts Meets The Danish Radio Big Band" ed è nato da una idea del trombettista inglese Gerard Presencer che è anche uno dei componenti della band.
Oltre ad alcune tracce originali, l'album - che si basa sulle registrazioni di un concerto del 2010 in occasione della riapertura della Danish Radio Concert Hall di Copenhagen. - contiene le interessanti riletture in chiave swing di tre g…

Suzi Quatro canta un classico di Dylan con i QSP

C’è anche un omaggio a Bob Dylan tra le tracce del disco realizzato dal supergruppo QSP, formato da tre nomi leggendari della scena glam degli anni 70 come Suzi Qutro (bassista e cantante molto popolare anche in Italia grazie a hit come “Can The Can” e “48 crash”) Andy Scott (chitarrista degli Sweet) e Don Powell (batterista degli Slade).
Si tratta della energica cover di “Just Like a Woman” la cui versione originale fu pubblicata da Dylan nel 1966 all’interno di Blonde On Blonde, forse il più leggendario tra i dischi incisi dal menestrello americano. Secondo la leggenda il brano – che Dylan scrisse nel giorno del ringraziamento del 1965 mentre si trovava in tour a Kansas City – era dedicato a Edie Sedgwick, modella e attrice di New York che frequentava la Factory di Andy Warhol.
E’ il brano che Dylan ha eseguito più volte dal vivo nel corso della sua carriera.
Venne pubblicato anche come 45 giri in una versione molto più breve rispetto a quella di quasi 5 minuti contenuta nell’a…

Fabri Fibra: nel nuovo album una canzone di Luttazzi

"Fenomeno" il nuovo album di Fabri Fibra contiene anche un "tributo" a Daniele Luttazzi. La canzone "Money for dope 2017" è infatti costruita su di un sample preso da "Money For Dope" canzone che dava il titolo all'album pubblicato nel 2005 dal comico romagnolo e per la quale venne realizzato anche bel video con la regia di Giovanni Scarfini. Il disco di Luttazzi (al secolo Daniele Fabbri) non ottenne particolare successo in classifica ma collezionò una serie di recensioni positive. Il testo della canzone - che chiude l'album - racconta a la storia di un'amica morta per overdose,
Il brano di Fabri Fibra è prodotto da Bassi Maestro e anch'esso tocca nel testo il tema della droga:

Money for dope
A questa festa non serve l'invito
Dai, vieni qua, ti presento un'amica
Tu cosa fai? Dai, prendi un Mojito
Passa la canna, no l'hai finita

Dieci anni fa nel suo libro "Lepidezze postribolari" Luttazzi non aveva citata in …

Una cover dei Velvet Underground per Father John Misty

Anche Father John Misty ha partecipato alla colonna sonora del film “Shangri-La Suite” di Eddie O’Keefe protagonisti Emily Browning (Sucker Punch, Sleeping Beauty) e Luke Grimes (American Sniper, Cinquanta sfumature di grigio)Il cantautore americano ha contribuito alla soundtrack con la cover di "Who Loves the Sun” dei Velvet Underground, brano scritto da Lou Reed che apriva l'album "Loaded". Il disc o - pubblicato nel 1970 - è stato inserito dalla rivista americana Rolling Stone nella classifica del 500 album migliori della storia-
In passato la canzone era già stata ripresa dai Phish e dai Teenage Fanclub.
Nella colonna sonora di "Shangri-La Suite” compare anche un 'altra cover dei Velvet Underground: “I Found a Reason" cantata da Jonathan Rado dei Foxygen.
La cover di Father John Misty si trova al minuto 3.00


Addio a Gianni Boncompagni: la sua carriera da paroliere

E' morto a 84 anni Gianni Boncompagni. uno dei grandi innovatori dello spettacolo italiano. Oltre ad aver rivoluzionato il linguaggio radiofonico con trasmissioni come “Alto gradimento “ e “Bandiera Gialla” e ad aver ideato programmi televisivi di grande successo come “Pronto Raffaella” e Non è la Rai” Boncompagni ha lasciato un segno anche nella musica italiana come paroliere. Otre ad avere scritto i testi di molti successi di Raffaella Carrà come “Tuca tuca” e “Ballo ballo” Boncompagni ha anche firmato le versioni italiane di alcune grandi hit.
In particolare è suo il testo di “Ragazzo triste” di Patti Pravo, cover del brano But You're Mine, scritto da Sonny Bono e lanciato da Sonny e Cher. Brano che nel 1966 ottenne un buon successo nelle classifiche italiane. I versi pensati dal conduttore toscano subirono però la censura della Rai:
« scoprire insieme il mondo che ci apparterrà » fu trasformato in un meno aggressivo
 « scoprire insieme il mondo che ci ospiterà ».
In re…

Eurovision Song Contest: le cover del concorrente austriaco

In attesa dell'appuntamento con l'Eurovision Song Contest 2017 in programma a Kiev dal 9 al 13 maggio, cominciamo a conoscere meglio alcuni degli artisti che sfideranno il nostro Francesco Gabbani, che con la vittoria al Festival di Sanremo si è guadagnato il diritto a rappresentare l'Italia nell'edizione di quest'anno.
Tra i concorrenti in gara ce n'è uno che nelle ultime settimane si è fatto notare grazie ad alcune cover. Si tratta di Nathan Trent, il rappresentante dell’Austria per l’Eurovision 2017, che sarà in gara con il brano "Running on air"Nathan, 25 enne originario di Innsbruck, è molto attivo sui social e in queste settimane ha pubblicando una serie di cover tra le quali colpisce la presenza di “L’Essenziale” di Marco Mengoni, con il quale il cantante vinse il Festival del 2013.
Colpisce soprattutto la perfetta pronuncia del cantante austriaco in un brano per niente facile da cantare. La cosa però non deve stupire visto che Nathan (che all…