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Kelly Clarkson: una cover degli U2 per il Martin Luther King Day

Kelly Clarkson
ha reso omaggio a molti artisti nel corso del suo popolare show televisivo del quel spesso ci siamo occupati su queste pagine: da Miley Cyrus alle Labelle, dai Bloc Party a Olivia Rodrigo la popolare cantante e conduttrice americana ha dimostrato negli anni di avere gusti molto ampi.
Lo sorso 15 gennaio la Clarkson ha voluto celebrare il Martin Luther King Day cantando la celebre "Pride (in the name of love)" degli U2. Non è la prima volta che la cantante rende omaggio alla band irlandese: in passato - nel momento Kellyoke dello show - aveva già proposto le sue riletture di "I Still Haven't Found What I'm Looking For" e di "Beautiful Day".


Scritta dagli U2 nel novembre del 1983 durante un soundcheck di un concerto alle Hawaii, il brano fu pubblicato nel settembre del 1984 come primo singolo estratto da "The Unforgettable Fire" diventando la prima grande hit internazionale del gruppo.
Il testo della canzone è un omaggio a Martin Luther King, anche se incredibilmente nella prima stesura del testo il soggetto della canzone era Ronald Regan: Bono si accorse però presto che l'idea non funzionava e corresse il tiro.
Il verso del brano che si riferisce all'assassinio di Martin Luther King («Early morning, April 4/Shot rings out in the Memphis sky», "mattina presto, 4 aprile/si sente uno sparo nel cielo di Memphis") contiene in realtà un errore storico, perché King fu assassinato nel pomeriggio (intorno alle ore 18). Bono ha in seguito cercato di correggere l'errore cantando "early evening" anziché "early morning" in molte versioni dal vivo.
Ai cori compare Chrissie Hynd, la cantante dei Pretenders che all'epoca era sposata con Jim Kerr dei Simple Minds e nei credits appare come Christine Kerr.



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