Il gruppo - che fin dagli esordi ha catturato l'attenzione per il look eccentrico e l'immaginario di ispirazione ecclesiastica - non è nuovo a operazioni del genere. I Ghost hanno spesso sorpreso i fan con una lunga serie di cover eclettiche, capaci di spaziare dal pop degli ABBA al synth-pop dei Depeche Mode, passando per il rock progressivo dei Genesis fino al metal degli Iron Maiden.
L'uscita digitale del brano arriva in un momento d'oro per la band. Nel 2025, il gruppo capitanato da Papa Emeritus IV (ora evolutosi in Papa V Perpetua) ha pubblicato l'acclamato album Skeletá. Il successo del disco è stato suggellato dallo Skeletour World Tour, che ha visto la band raggiungere uno dei traguardi più prestigiosi della carriera: il debutto da headliner al Madison Square Garden di New York.
"It’s a Sin": la storia dietro il classico dei Pet Shop Boys
La versione originale di "It’s a Sin" fu pubblicata dai Pet Shop Boys nell'estate del 1987, diventando il traino del loro secondo album, Actually. Il brano resta ancora oggi uno dei successi più iconici del duo inglese: conquistò la prima posizione nelle classifiche di Regno Unito, Spagna, Svezia, Portogallo, Austria e Norvegia, scalando i vertici mondiali fino al terzo posto in Italia e al nono negli Stati Uniti.
Un attacco all'educazione religiosa
Il testo, scritto interamente da Neil Tennant, nasce come un duro atto d'accusa contro l'educazione cattolica ricevuta dal cantante presso la St. Cuthbert's High School. Prodotto da Stephen Hague, il brano ha rischiato di avere un suono molto diverso: la band avrebbe voluto affidarlo al trio di produttori Stock, Aitken and Waterman, ma Waterman rifiutò l'offerta dopo aver ascoltato il demo originale.
La causa per plagio e il record di cover
La storia del singolo è legata anche a una celebre vicenda giudiziaria. Il duo vinse infatti una causa per diffamazione contro il DJ della BBC Jonathan King, il quale li aveva pubblicamente accusati di plagio per una presunta somiglianza tra il brano e "Wild World" di Cat Stevens. King arrivò a incidere una propria versione di "Wild World" ricalcando l'arrangiamento dei Pet Shop Boys per dimostrare la sua tesi, ma il giudice gli diede torto.
Oggi, secondo il sito specializzato SecondHandSongs, "It’s a Sin" è la canzone dei Pet Shop Boys che vanta il maggior numero di cover.

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