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Harris & Hurr omaggiano Amanda Lear insieme a Arthur Baker

Paul Harris e James Hurr, due tra i nomi più importanti della scena house internazionale, hanno ripreso una delle hit più celebri del repertorio di Amanda Lear, trasformandola in un nuovo singolo che sta già facendo parlare di sé.

Il loro nuovo brano è costruito intorno al sample di Queen of Chinatown, storica traccia della cantante e showgirl franco-britannica, vera icona della disco music europea degli anni Settanta e Ottanta. Non si tratta esattamente di una cover, ma nemmeno di un semplice remix: è qualcosa di più elaborato e ambizioso, un lavoro di reinterpretazione che mantiene l'anima dell'originale inserendola in un contesto sonoro moderno e decisamente dancefloor-oriented.

A impreziosire ulteriormente il progetto è la presenza di Arthur Baker, leggendario DJ e producer newyorkese considerato uno dei veri pionieri della musica dance elettronica. Baker è una figura che ha segnato profondamente la storia della musica urbana americana: negli anni Ottanta ha collaborato con artisti del calibro di Afrika Bambaataa, Bruce Springsteen e New Order, contribuendo a definire il suono dell'electro, del hip-hop nascente e del synth-pop internazionale. Il suo coinvolgimento in questo progetto non è quindi un semplice cameo, ma aggiunge al brano una credibilità storica e artistica difficile da eguagliare.

Il risultato è una traccia che dialoga con il passato senza nostalgia fine a sé stessa, capace di portare il fascino senza tempo di Amanda Lear su nuovi dancefloor e nuove generazioni di ascoltatori.


La versione originale di Queen of Chinatown venne pubblicata da Amanda Lear nel 1977. Il brano è scritto dalla stessa Lear insieme ad Anthony Monn, produttore tedesco autore di molti successi euro disco.
Il singolo riscosse un grande successo in Europa, raggiungendo il secondo posto in classifica sia in Italia che in Germania.
Il brano era già stato riportato al successo nel 2004 dagli Housekeepers con una versione house intitolata Go Down (To The Queen of Chinatown.

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