A rileggere la canzone questa volta sono gli Steelheart, band hard rock/metal americana che per l'occasione si è fatta accompagnare da un'orchestra di 40 elementi, conferendo una nuova dimensione a questa ballata senza tempo.
Il cantante della band, Miljenko Matijevic, aveva in realtà già registrato il brano nel 1996 — sulla scia del rinnovato successo mondiale ottenuto dalla versione di Mariah Carey di poco precedente — ma la traccia è rimasta inedita fino ad oggi, pubblicata per celebrare il trentennale dal debutto del gruppo.
"Ho aspettato 30 anni per darvi la mia versione di 'Without You'", ha dichiarato Matijevic. "Dalla polvere sui nastri e sui CD al mondo digitale di oggi. Il crepacuore non ha mai suonato così bene".
Il video ufficiale, diretto dallo stesso frontman degli Steelheart, vede protagonisti Miljenko e Sarah Jayne Rothkopf. Le riprese sono state girate in suggestive location naturali tra Patrick's Point e Malibu, in California, e Gold Beach, in Oregon.
La storia di Without You
"Without You" venne scritta da Pete Ham e Tom Evans dei Badfinger e pubblicata per la prima volta nel loro album del 1970, "No Dice".Il brano inizialmente non fu estratto come singolo, ma contribuì comunque al buon successo di vendite del terzo album della band, che riuscì a raggiungere la top 30 della classifica di Billboard.
La canzone divenne una hit mondiale solo nel 1972, grazie alla celebre versione con arrangiamento orchestrale cantata da Harry Nilsson. Questa reinterpretazione conquistò la prima posizione sia nel Regno Unito sia negli Stati Uniti (rimanendo in vetta per quattro settimane) e consentì al cantante di vincere, nel 1973, il suo secondo Grammy Award nella categoria Best Male Pop Vocal.
Nel 1994 "Without You" è tornata a scalare le classifiche grazie alla cover di Mariah Carey, che ha raggiunto il numero 1 in UK e il numero 3 negli USA, diventando uno dei brani manifesto degli anni '90.
Forse non tutti sanno che esiste anche una versione italiana del brano: si intitola "Per chi" ed è stata portata al successo dai Gens e da Johnny Dorelli nel 1972, con un testo firmato da Daniele Pace.

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