L'album si intitola Modernism e contiene numerose cover degli anni '60 e '70, che spaziano dai Rolling Stones a Sly Stone, passando per i Kinks, i Box Tops e i già citati Beatles. I Fab Four vengono omaggiati con una rilettura di "Hey Bulldog", realizzata insieme a Jody Stephens, storico batterista dei Big Star (la leggendaria band di Alex Chilton).
“Suonavo saltuariamente con Jody Stephens”, ha spiegato Chris. “Durante una delle sue visite a Chapel Hill per trovare degli amici, è passato in studio e abbiamo registrato questo brano dei Beatles in circa un'ora. Jody ha un feeling unico; dico sempre che il suo charleston dovrebbe essere esposto al Museum of Modern Art. Io suono tutto il resto, ma ho mantenuto questo arrangiamento piuttosto essenziale e minimalista.”
Tra i prestigiosi ospiti dell'album figurano anche Pat Sansone dei Wilco, alcuni membri dei dB's, gli ex collaboratori di Brian Wilson Probyn Gregory e Nelson Bragg, gli Uptown Horns e Jon Wurster (batterista di Bob Mould e dei Mountain Goats).
"Hey Bulldog" venne pubblicata dai Beatles nel gennaio del 1969 nella colonna sonora del film Yellow Submarine. Il brano è firmato Lennon-McCartney, ma è in gran parte opera di John.
Secondo Geoff Emerick, lo storico ingegnere del suono dei Beatles, fu l'ultima canzone che i Fab Four registrarono effettivamente insieme come una vera band, con dinamismo ed entusiasmo da parte di tutti i membri del gruppo.
Il titolo nacque dopo che McCartney fece un verso simile a un latrato durante le sessioni di registrazione, mentre stavano improvvisando il finale.
Non è certamente una delle canzoni più coverizzate dei Beatles, ma sono degne di nota le versioni di Elvis Costello, dei Toad the Wet Sprocket e dei "nostri" Afterhours.

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