Da molti considerato il miglior album della band, Fisherman’s Blues è nato da un periodo straordinariamente creativo che ha dato vita a quasi 400 registrazioni: cover, jam strumentali e brani originali finiti, molti dei quali rimasti inascoltati per decenni. Nel 2024, il frontman Mike Scott ha iniziato a lavorare su oltre 80 nastri contenenti circa 150 ore di musica. Il risultato è questo progetto, un’interessante raccolta di tre CD/LP accompagnata da un libro ricco di note di registrazione e fotografie rare.
La cover di "Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band" sorprende non solo per la durata (oltre i 13 minuti), ma anche per la sua assoluta originalità: una vera e propria jam session all’insegna dell’improvvisazione che mette in primo piano il sassofono di Anthony Thistlethwaite.
Nella raccolta compaiono anche omaggi a Hank Williams, Woody Guthrie e Willie Nelson oltre al già citato Bob Dylan.
La storia di Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band
"Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band" è la canzone d’apertura dell’omonimo album dei Beatles, pubblicato il 1° giugno 1967. Solo dopo averla registrata, nel febbraio del 1967, a McCartney venne l'idea di realizzare un concept album con protagonista la banda del Sergente Pepe.
Appena tre giorni dopo l'uscita del disco, Jimi Hendrix la suonò in apertura del suo concerto al Saville Theatre di Londra, davanti a George Harrison e Paul McCartney.
I Beatles non la eseguirono mai dal vivo, ma Paul McCartney, autore del brano, la inserisce spesso nei suoi concerti a partire dal 1989.
L’organo nella versione originale dei Beatles è suonato dal loro storico produttore, George Martin.

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