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Mahmood all'Eurovision 2023: guarda la sua magica performance di Imagine

Mahmood ha partecipato come ospite all'Eurovision Song Contest cantando la cover di “Imagine”
Accompagnato dalla dalla BBC Philharmonic Orchestra, il cantante milanese ha incantato il pubblico della Liverpool Arena con una versione rivisitata del grande classico di John Lennon. L'artista, che per due volte è stato il rappresentante italiano all'Eurovision - a Tel Aviv 2019 arrivando secondo con "Soldi" e a Torino lo scorso anno insieme a Blanco con un sesto posto grazie a "Brividi" - è stato il primo italiano a essere stato invitato come ospite fuori concorso in un'edizione all'estero. Mahmood, non tradendo il suo caratteristico modo di cantare, ha aperto un'esibizione corale ribattezzata "The Liverpool Songbook", durate la quale alcuni artisti che sono stati protagonisti nelle edizioni passate hanno ripercorso la storia della musica della città con classici come "Imagine" e "You’ll Never Walk Alone", "You Spin Me Round" e "Better the devil you know".
Sulla sua pagina Instagram Mahmood ha ringraziato la BBC Orchestra per quello che ha definito "a dream come true".


La versione originale di "Imagine" risale al 1971 ed è una delle canzoni di pace più famose di tutti i tempi. Ma in occasione della sua pubblicazione non venne accolta in modo trionfale. Negli USA il singolo arrivò solo fino alla numero 3 della classifica di Billboard mentre in Inghilterra il brano fu pubblicato come singolo solo nel 1975 e si fermò alla posizione numero 6. In Italia il brano si fermò alla numero 3 della Hit Parade. Arrivò alla numero uno solo nel gennaio del 1981 quando fu ripubblicato all'indomani dell'omicidio di Lennon,. Il brano fu prodotto da Phil Spector, personaggio che con il pacifismo aveva in realtà ben poco a che fare.
Tra le tante cover realizzate (il sito SecondHandSongs ne ha catalogato ad oggi quasi 600) quelle davvero indimenticabili sono le interpretazioni di Neil Young, Eva Cassidy, Ray Charles e Eddie Vedder. Molte le versioni "italiane": da Ornella Vanoni che la incise nel 1972 ad Alberto Fortis, da Gino Paoli a Francesca Alotta, da Fausto Papetti a Petra Magoni.


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